FIM 2019

di Silvia Amato (testo) e Gianluca Talento (foto)

Anche quest’anno il consueto appuntamento con FIM Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale (conosciuta anche come Fiera Internazionale della Musica), a Milano, il 16 e 17 maggio 2019.
L’evento
si è sviluppato tra gli edifici del nuovo Palazzo Lombardia, il grattacielo milanese sede della Regione Lombardia.
Location strategica, una piazza all’avanguardia costruita con soluzioni tecnologiche avanzate, quindi uno spazio aperto, luogo di aggregazione e di incontro per definizione.
Si tratta della Piazza coperta più grande d’Europa, luogo affascinante che ben si sposa con il tema dell’innovazione.
Grazie alla sua grande copertura, la Piazza si rivela un ambiente particolarmente versatile, location ideale per accogliere il Salone della Formazione e dell’Innovazione musicale ad ingresso libero e gratuito.
Il FIM è sempre stato un laboratorio di idee per il supporto e lo sviluppo del mercato della musica. Dal 2012 ha iniziato a costruire una rete di partner e di aziende nel campo della musica per analizzare le differenti realtà che costituiscono l’universo musicale italiano cercando insieme le soluzioni alle differenti problematiche di ogni attore della filiera della musica (l’istruzione, l’editoria, la discografia, la liuteria, ecc.).
Dal 2018, il focus su due temi fondamentali: “La Formazione” e “l’Innovazione”.

Per avere un futuro sostenibile, la musica ha bisogno prima di tutto di un pubblico formato e istruito, preparato per ascoltarla e capirla. Qualsiasi genere musicale che si rivolge ad un pubblico incapace di capire, non può avere un futuro.
Proprio per questo è diventato prioritario e fondamentale investire tutto sulla formazione delle nuove generazioni ad un ascolto consapevole della musica; anche quest’anno FIM persegue questo fine, con la presenza di 2600 giovani studenti di musica e futuri musicisti, provenienti da ogni parte d’Italia, che saranno una parte dei fruitori della musica di domani.
Tutto il FIM ruota intorno ai due temi fondamentali che sono appunto la Formazione e l’Innovazione, garantendo contenuti per tutti: per gli studenti laboratori sonori, esperienze sensoriali, gli strumenti di Leonardo Da Vinci, software musicali, realtà aumentata, lezioni di musica, orientamento e scuole.
Per i musicisti, tour radiofonici, interviste e incontri, servizi ad hoc, festival e concorsi, showcase, corsi di formazione e tanto altro.
Chi ascolta la musica ha potuto assistere ai concerti, fare nuove scoperte musicali, provare gli affascinanti ascolti in cuffia, godersi l’intrattenimento, gli incontri d’autore, provare gli di strumenti musicali.
I professionisti del settore si incontrano con aziende e start-up, per trovare spunti e idee per il lavoro, partecipare ad eventi di networking, scoprire nuovi metodi didattici, presentazioni, demo, master e workshop.

 

Tra i tanti ospiti intervenuti, vale la pena evidenziare:

l’interessante punto di vista di Christian Meyer, batterista versatile e sorprendente. Ha evidenziato l’importanza della didattica, influenzata sicuramente dalla diffusione massiva della musica grazie alle innumerevoli realtà virtuali, senza dimenticare l’apporto fondamentale dell’ascolto, dello scambio tra professionisti e studenti, che solo l’esperienza del concerto live può garantire.

Inoltre, abbiamo chiacchierato un po’ con la giovanissima Camilla Maria Vittoria Ricciardi, attrice genovese, fresca dell’esperienza televisiva ne “Il collegio”.
Attenta agli stimoli, come i coetanei, ma ancor di più curiosa, da buttarsi nell’entusiasmante percorso di influencer, concentrandosi principalmente su musica, tendenze ed attualità: prossimo progetto infatti, un cortometraggio sul bullismo che inizierà a girare la prossima estate. A chi incappa in questa particolare piaga sociale, consiglia di aprirsi al dialogo, per combattere il problema e la solitudine.
Saggia e vivace questa ragazza, con gli occhi spalancati sul domani, pianista dall’età di cinque anni e grande appassionata di musica internazionale. Una ventata di aria fresca, una delle belle personalità presenti al FIM.

Ancora Davide Luca Civaschi chitarrista degli Elio e Le Storie Tese, in tutta la sua espressiva maestria; infine, Rossana Casale, con la sua vocalità elegante e versatile, che spazia dal pop al jazz a sonorità mediterranee, ha impreziosito l’esibizione di alcuni allievi del Cluster Scuola Di Musica – Milano. Un’esperienza emozionante per ripercorrere alcuni classici della sua carriera, come “Brividi”, “Terra”, “Amori diversi”, rivisitandoli per sottolineare l’importanza della formazione musicale, volta a sviluppare ed esaltare le doti canore ed artistiche dei giovani.

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Sanremo 2019: podio e premi

di Silvia Amato (testo)

Si chiude ufficialmente la 69esima edizione del Festival di Sanremo, con un podio giovane e variegato per stile, messaggio e background artistico e personale.
Mahmood trionfa con “Soldi”, superando così Ultimo al secondo posto con “I tuoi particolari” e Il Volo, al terzo con “Musica che resta”.
Il premio “Sergio Endrigo” per la migliore interpretazione va a Simone Cristicchi con “Abbi cura di me”, mentre il Premio Lunezia per il miglior testo a Enrico Nigiotti con “Nonno Hollywood”.
Doppia assegnazione invece per Daniele Silvestri e Rancore con “Argentovivo”: sia il Premio della Critica “Mia Martini”, sia il riconoscimento della “Sala Stampa Lucio Dalla”.
Per Ultimo, il Premio TIMMUSIC per il brano maggiormente ascoltato in streaming.




Verso la finale

di Gianluca Talento (foto)

Scatto dopo scatto, nota dopo nota… verso il traguardo!

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Sanremo 2019: la serata dei duetti

di Silvia Amato (testo)

Venerdì per il Festival di Sanremo 2019 significa la tanto attesa serata dei duetti.

La kermesse si arricchisce di tantissimi artisti, 56 in tutto per uno spettacolo che si annuncia denso di sorprese ed emozioni.

Si inizia con Federica Carta e Shade con Cristina D’Avena, per un live intergenerazionale e convincente; Motta con Nada che si assomigliano per stile e contenuti calati nella realtà, per passare a Irama e Noemi, in una esibizione dall’altissimo contenuto emotivo e qualitativo.

Arriva ben presto il momento del super ospite Luciano Ligabue, con una ritrovata e rinnovata scarica adrenalinica, che regala al pubblico l’ultimo singolo “Luci d’America” e la storica ed emozionantissima “Urlando contro il cielo”, per poi salutarci con “Dio è morto”, con Claudio Baglioni, per un omaggio al grande Francesco Guccini.

Poi è la volta di Patty Pravo e Briga accompagnati al pianoforte da uno stiloso e misurato Giovanni Caccamo, seguiti dai Negrita con Roy Paci ed Enrico Ruggeri, in una esecuzione unplugged, che non rende appieno giustizia al brano.

Ancora, Il Volo con il violinista rock Alessandro Quarta, per una perla di altissimo livello dal sapore cosmopolita; poi grande festa sul palco, con Arisa supportata egregiamente da Tony Hadley e i Kataklò, per una atmosfera consapevolmente briosa.

Per Ghemon, ecco arrivare Diodato e i Calibro 35, il momento rap si tinge di asciutta eleganza in perfetto “street style”. Fascino e carisma si fanno impalpabili con Renga, accompagnato da Bungaro e Eleonora Abbagnato, mentre Ultimo con Moro sono pura visceralità emotiva.

La volta di Nek con Neri Marcorè conferma la classe di entrambi, un’eco positiva per le rispettive doti canore ed attoriali; Boomdabash con Rocco Hunt e i Cantori di Milano sono una bella miscellanea di ritmo e colore; The Zen Circus e Brunori Sas, alteri a raccontarci un testo molto intenso. Sensualità pura con Paola Turci, impreziosita dalla calda voce di Beppe Fiorello.

Femminilità, grinta e talento per Anna Tatangelo e Syria, mentre Jack Savoretti rende maggiormente rock e convincenti i bravissimi Ex-Otago.

Enrico Nigiotti si avvale di musicisti d’eccezione, Paolo Jannacci e Massimo Ottoni, che con maestria e stile suggellano il brano probabilmente più toccante, un grido sussurato di dolore, in cui facilmente ci si può riconoscere.

Loredana Bertè ed Irene Grandi, si completano e compensano, in perfetto equilibrio tra pop e rock; Daniele Silvestri e Rancore con Manuel Agnelli, dirompenti e trasversali, convincono davvero.

Einar, con Biondo e Sergio Sylvestre, all’insegna di amicizia e reciproco sostegno per “riscrivere parole nuove”; Simone Cristicchi con Ermal Meta, caratura preziosa e vocalità intensa, per sublimare una poesia musicata.

Nino D’angelo e Livio Cori con i Sottotono, si arricchiscono a vicenda, in una combinazione rischiosa ma azzeccata per la portata impattante del brano. Per chiudere la gara, Achille Lauro con Morgan, irriverenti e provocatori quanto basta.

Vince la serata Motta con Nada, premiati dal Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.




Mario Lavezzi: premio alla carriera

di Gianluca Talento (foto)

La SIAE premia il vicepresidente Mario Lavezzi per i 50 anni di prestigiosa carriera. Madrina d’eccezione l’iconica Ornella Vanoni

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Le preziose gemme di Sanremo

di Gianluca Talento (foto)

Immagini della quarta giornata del Festival, sonografando a zonzo per Sanremo

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Bouquet da Sanremo

di Gianluca Talento (foto)

Immagini della terza giornata del Festival, tra Teatro Ariston, CasaSIAE e Palafiori

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CasaSIAE @ Sanremo 2019

di Silvia Amato (testo) e Gianluca Talento (foto)

Per tutta la settimana del Festival, in Piazza Colombo, sarà presente CasaSIAE, punto di riferimento per incontri, interviste, eventi live ed appuntamenti per artisti, produttori discografici, autori, addetti ai lavori in generale. Minimo comun denominatore, la Musica, occasione di scambio informativo, formativo e comunicativo.

Durante le differenti giornate tanti gli ospiti, diversi gli spazi in cui accoglierli: dai semifinalisti del Premio De Andrè, alle rivelazioni di Area Sanremo, passando per scrittori e giornalisti, fino ai cantanti in gara per chiacchierate a stretto contatto con il pubblico, per il quale l’ingresso è libero.

Addirittura un maxischermo per assistere ad ogni serata della kermesse in diretta, condividendo emozioni, pareri a caldo, esprimere le proprie preferenze, azzardando un pronostico.

Oggi, Mercoledì 6 febbraio, per la parte “Caffè d’autore”, l’incontro con Stefano Mannucci, autore de “L’Italia suonata”, che ci racconta il percorso della musica italiana d’autore dal 1958 ai giorni nostri. Così, dalla vittoria di Domenico Modugno con “Nel blu dipinto di blu”, alla tragica scomparsa di Luigi Tenco, dal successo di Fabrizio Moro con “Pensa” (autore della prefazione del libro, ndr), al ricordo inevitabile, doloroso e doveroso dei giudici Falcone e Borsellino.

E poi Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Pietro Ciampi, Alessandro Mannarino: musica d’autore che non può prescindere dal contesto sociale, politico e culturale contemporaneo.

Per “L’angolo del cantautore”, il graditissimo ritorno di Massimo Di Cataldo, che ci ha regalato i suoi successi legati al Festival, da “Se adesso te ne vai” a “Come sei bella” e “Cosa rimane di noi”.

“Il tè con l’artista” ha visto invece protagonista Francesco Renga, in gara con “Aspetto che torni”, brano della maturità, in cui si racconta, facendo il punto con la consapevolezza acquisita da padre separato di figli adolescenti, alla luce di una nuova storia d’amore semplice e serena, ed alle prese con il dolore di un padre anziano e malato.

Tra presente e progetti futuri (a breve terminerà il disco nuovo, ndr), un occhio alle esperienze passate, anche coi Timoria, l’artista si è espresso libero e senza condizionamenti, suggellando un momento piacevole ed interessante per il folto pubblico accorso.

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Sanremo 2019 – Prima serata

di Silvia Amato (testo) e contributo di Monica Frola (inviata)

La 69esima edizione del Festival di Sanremo si apre con il trio di conduttori, l’elegante e versatile Virginia Raffaele, l’istrionico Claudio Bisio e Claudio Baglioni, il Direttore Artistico, autodefinitosi “dirottatore”, ma preferiamo “traghettatore” attraverso questo lungo viaggio all’interno delle canzoni in gara.

La scenografia, essenziale ed asciutta, mette in risalto il contatto artista-pubblico, con un palco più basso, a livello delle sedute, che scorrono per agevolare l’avvicinarsi dei cantanti alla platea.

Primo artista in gara è Francesco Renga, con “Aspetto che torni” elegante, carismatico e riconoscibile. Poi spazio alla cultura classica partenopea, tra presente e passato, con Nino D’Angelo e Livio Cori; Nek, con “Mi farò trovare pronto”, bello e bravo, una garanzia anche per la presenza scenica; The Zen Circus, tra i rappresentanti del panorama indie attuale, con “L’amore è una dittatura”. A seguire, l’internazionalità de Il Volo con “Musica che resta”, tecnicamente perfetti ma poco sorprendenti; Loredana Bertè con “Cosa ti aspetti da me”, che tra gli autori vanta Gaetano Curreri, ed il graffio si sente e lascia il segno.

Bomba inaspettata per contenuto e stile, Daniele Silvestri con il brano “Argentovivo”, che farà riflettere, discutere, insomma, non passerà di sicuro inosservato.

Per i giovanissimi, Federica Carta e Shade con “Senza farlo apposta”, seguiti da Ultimo con “I tuoi particolari”, che si conferma all’altezza delle aspettative dopo la rivelazione dello scorso anno.

Fascino e carisma con Paola Turci in “L’ultimo ostacolo”, poi Motta, già vincitore del Premio Tenco 2016 con “Dov’è l’Italia”; Boomdabash con “Per un milione” e la coppia inaspettata, costituita da Patty Pravo e Briga con “Un po’ come la vita”. Segue Simone Cristicchi con “Abbi cura di me”, poetica e soave, a conferma delle elevate capacità autoriali dell’artista.

Super ospiti, Andrea Bocelli, che ripropone “Il mare calmo della sera”, con cui si  fece scoprire ed apprezzare dal pubblico sanremese nel suo esordio vincente di venticinque anni fa, per poi regalare il duetto con il figlio Matteo, un vero e proprio passaggio di testimone attraverso l’interpretazione di classe dell’ultimo successo, nonchè il primo condiviso, “Fall on me”, parte della colonna sonora de “Lo schiaccianoci” della Disney (ndr).

Figura femminile di spicco, Giorgia, che inanella con la consueta maestria e gli immancabili virtuosismi, alcuni suoi grandi successi; per entrambi, irrinunciabili i duetti con Claudio Baglioni.

Trait d’union con la passata edizione, Pierfrancesco Favino, a suo agio, divertente e divertito, indubbiamente capace e lo dimostra appieno nel duetto con Virginia Raffaele, all’insegna dei musical in onore a Mary Poppins e Freddie Mercury, a suggellare il grande successo cinematografico dell’inverno passato.

Doveroso, toccante ed apprezzato, l’omaggio a Fabrizio Frizzi, nel giorno del suo compleanno.

Nella seconda parte della serata, la conduzione acquisisce più nerbo e convince di più, per arrivare al turno di Achille Lauro, peculiare rappresentante del filone rap odierno con “Rolls Royce”, poi  Arisa con “Mi sento bene”, che porta ritmo e positività in un pezzo orecchiabile seppur non semplice al primo ascolto; a seguire, stilosi i Negrita con “I ragazzi stanno bene”, fedeli al loro imprinting, non deludono.

Omaggio a “Nella vecchia Fattoria” è pretesto per un intermezzo dei tre conduttori con l’attore Claudio Santamaria, in una carrellata di successi del Quartetto Cetra, a conferma di una kermesse che apre all’innovazione e alla sperimentazione, senza dimenticare la tradizione, anzi sublimandola, in nome dell’armonia tanto richiamata dal Direttore Artistico nelle passate conferenze stampa.

Arriva poi il momento di Ghemon con “Rose viola”, dal ritornello in rima che resta impresso; Einar, rivelazione dell’ultima edizione di Amici, con “Parole nuove”; Ex-Otago, genovesi che vantano al loro attivo l’opening act dei Radiohead, con “Solo una canzone”, funzionano in perfetto equilibrio tra emozione e disincanto; Anna Tatangelo con “Le nostre anime di notte” e doti interpretative buone.

Verso la conclusione della serata, ecco Irama, vincitore dell’edizione scorsa di Amici, con “La ragazza con il cuore di latta”, sul delicato ed atroce tema delle violenze in famiglia; penultimo, Enrico Nigiotti, già autore di artisti come Gianna Nannini ed Eros Ramazzotti, con “Nonno Hollywood”, toccante, intimo e sanguigno omaggio/ricordo al nonno scomparso di recente;  infine, il vincitore di Sanremo Giovani, Mahmood con “Soldi”, emblema del genere urban, accattivante e nuova.

Chi vincerà? Lo scopriremo insieme, la kermesse ci terrà compagnia per tutta la settimana e noi saremo qui a raccontarvela..restate con noi!




Fausto Pellegrini @ clubTenco

  1. di Silvia Amato (testo) e Gianluca Talento (foto)

Per gli addetti ai lavori in giro per Sanremo, tappa obbligata è il clubTenco con i suoi succulenti appuntamenti all’insegna della Musica.
Noi abbiamo avuto il piacere di assistere alla presentazione del libro “Incanto. Viaggio nella canzone d’autrice”, di Fausto Pellegrini, giornalista e volto per antonomasia di RaiNews24.
Il focus è la figura femminile nella Musica, che si affranca dal mero ruolo di interprete, diventando portatrice di un proprio punto di vista. Pensiamo ad esempio a Teresa De Sio, Carmen Consoli, Cristina Donà: non solo voce quindi, ma anche anima che tratteggia la realtà, liberandosi dal luogo comune maschile di cantautore solo e arrabbiato, chitarra e barba incolta.
Tanti dialoghi a raccontare storie differenti, che diventano un unicum, in un percorso di mezzo secolo di storia della canzone italiana, declinata al femminile, nel suo impatto artistico, culturale e sociale.
La Donna protagonista, non più solo un mezzo di una missione autorale altrui, ma portavoce e fine di un messaggio universale.

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