Fausto Leali @ Castelnuovo Scrivia

di Gianluca Talento (foto e testo)

Venerdì 3 settembre 2021 alle 21.30 presso lo stadio Beppe Spinola di Castelnuovo Scrivia, si è tenuto, durante la 22^ giornata Franca Cassola Pasquali, il concerto di Fausto Leali e la sua band. In questo concerto post pandemico tenutosi in una nuova location per questa rassegna, ha visto un dispiego di forze fuori dal comune. Tanti volontari, molte persone, hanno ciacuno per la sua quota parte, fatto sì che ci fosse una ripartenza grazie anche al coordinamento e l’impegno di Helenio Pasquali, che ha voluto forte il cantautore bresciano in questo momento storico. Leali, non si è assolutamente sottratto a questa chiamata ed ha egli stesso messo in campo tutto il suo staff per mettere in piedi in questa location straordinaria una data del suo tour, accompagnato da strepitosi musicisti Nicola Maffione (piano e tastiere), Vito Berteramo (tastiere), Antonio Moffa (batteria), Francesco Loparco (chitarra), Yuri Perchinunno (basso) e Germana Schenna (cantante e vocalist). Fausto ha eseguito una serie dei suo grandi successi, ma non si è sottratto ad interpretare magistralmente in chiave riarrangiata brani di altri, alcuni dei quali presenti nel suo lavoro “Non solo Leali – Duetti semplicemente unici”: “A chi mi dice” [Ferro-Ryan], “Sempre e per sempre” [De Gregori], “Gianna” [Gaetano] solo per citarne alcuni. Lo show ha avuto grande successo (in breve tempo sold out ndr), il pubblico soddisfatto ha partecipato timidamente allo spettacolo (non siamo ancora abituati a certi interazione a causa di circa due anni di stop del settore ndr), ma ha contribuito a raccogliere fondi per il Centro di Senologia dell’ospedale di Tortona (sono stati raccolti €16.400 ndr).
Fausto Leali ha reso indimenticabile questa serata, cantando inoltre i suoi grandi successi, che non potevano assolutamente mancare: “A chi”, “Mi manchi”, “Ti lascerò”. Quest’ultimo ed alcuni brani in scaletta sono stati eseguiti in duetto con la Germana Schenna cantante dalla voce potente, moglie di Fausto.
Facendo temporalemente un passo indietro e soffermandosi sull’inizio del concerto, si vuole evidenziare che Fausto ha aperto il concerto con “Vita” [Mogol-Lavezzi]. Tutto sembra avere un filo logico, un senso: il lockdown, la solidarietà e la rinascita. Al di là dei motivi personali che hanno spinto ad inserire questa bellissima canzone nella scaletta con un pregevole arrangiamento ritmato, c’è qualcosa che ci ha unito tutti: abbiamo avuto la sensazione, addetti ai lavori e non, che Fausto Leali sia stato il “mago” che abbia spezzato l’incantesimo per tornare a mettere il focus sul “Ritornare a fare prevenzione”. Così, abbiamo chiuso il cerchio, pronti per preparare la prossima giornata di raccolta fondi dell’anno prossimo!




Irene Grandi @ L’isola in collina

di Gianluca Talento (foto e testo)

Sabato 31 Luglio 2021 alle ore 21.30, nonostostante l’imperversare del brutto tempo (allontanato dalla buona musica ndr), ha preso il via il festival “L’isola in collina” in quel di Ricaldone (AL), che ha aperto i battenti con Irene Grandi. Accompagnata da strepitosi musicisti Fabrizio Morganti (batteria), Piero Spittilli (basso), Max Frignani (chitarra) e dal hammondista di fama internazionale Pippo Guarnera, la cantante fiorentina si è esibita in un concerto molto particolare. Già il nome del tour la dice lunga “Io in blues”. Come giustamente ha ricordato Irene dal palco, lei che con il blues ha incominciato, ha voluto dopo questo lockdown, riaprire tornando alle sue origini, non trovando durante la chiusura pandemica fonti di inspirazione nuove, per prendere comunque nuova forza e nuove energie e ripartire alla grande da questo periodo nero per tutti.
La scaletta è composta di brani artisti internazionali e di cantautori italiani, dagli anni ’60 fino agli anni ’90, riarrangiati tutti in chiave rockblues, anche sue canzoni, tra cui la celeberrima “Lasciala andare”. Il pubblico entusiasta, sempre nel rispetto delle norme anti-Covid ha cantato insieme a Irek la quale alla fine del concerto ha eseguito un paio di brani come bis. “Essendo a Ricaldone”, come ha spiegato la Grandi “per chi non lo sapesse, per chi viene da fuori” sottolinea, “il paese ha dato i natali a Luigi Tenco, quindi non posso non fare un omaggio con Lontano lontano”. Un risultato strepitoso, una cigliegina su una torta che ormai da troppo tempo attendeva di essere gustata ed è forse per questo che Irene non ci è piaciuta come sempre, ma un po’ di più.




Gianni Coscia Trio special guest Giorgio Li Calzi @ Arena Derthona Jazz

di Paola Dellagiovanna (testo) e Elia Cattaneo (foto)

L’alessandrino Gianni Coscia con il suo trio ha chiuso lunedì 19 luglio l’edizione 2021 di Arena Derthona jazz festival, accompagnato dal trombettista Giorgio Li Calzi, ospite d’eccezione. Sul palco in piazzetta dell’Annunziata a Tortona, location di questa rassegna estiva, si è tenuta una una vera Special Evening, non solo per l’assoluta novità della formazione, ma anche per la dedica che la città di Tortona ha fatto all’alessandrino Gianni Coscia, un virtuoso di fama mondiale della fisarmonica che quest’anno festeggia 90 anni. «Questa edizione è stata straordinaria – dice Charly Bergaglio ideatore e direttore del festival Arena Derthona –, sia per l’eccellenza di tutti gli artisti saliti sul palco che per il rapporto che si è instaurato con loro. Sono felicissimo per il tutto esaurito registrato ad ogni concerto anche se purtroppo, per le limitazioni dovute all’emergenza sanitaria. Ho provato grandi emozioni. Voglio ringraziare la città di Tortona, la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, gli sponsor di questa edizione e tutto il personale del teatro civico, dalla biglietteria alle maschere, per il lavoro svolto nell’organizzazione di questi tre concerti unici». La serata è stata impreziosita da due momenti importanti. Nel primo, il pittore Pietro Bisio di Casei Gerola ha donato una sua opera a Coscia, mentre nel secondo il Comune insieme ad Arena Derthona ed alla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, hanno premiato Coscia con una targa.




Danilo Rea, piano solo @ Arena Derthona Jazz

di Paola Dellagiovanna (testo) e Luigi Bloise (foto)

Mercoledì 14 luglio, per il festival “Arena Derthona” ideato e diretto da Charly Bergaglio, si è esibito in un concerto di piano solo, Danilo Rea, star dell’improvvisazione pianistica, genere che conosce un successo di pubblico crescente e non solo in ambito jazzistico. Numerose le sue collaborazioni con artisti statunitensi ma anche italiani che si sono susseguite negli anni. Pianista di fiducia di Mina, Claudio Baglioni e Pino Daniele, Rea ha collaborato occasionalmente con Domenico Modugno, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Gianni Morandi, Adriano Celentano e molti altri. A Tortona l’artista si era già esibito in duo, e sempre per Arena Derthona, insieme a Gino Paoli. Sulla sua esperienza nella musica, Rea ha dichiarato «Ogni artista è un mondo a parte, da ognuno ho imparato qualcosa. Quando sali sul palco apri cuore ed orecchie, cominci a dialogare con il musicista e plasmi la tua musica sulla sua. Alle volte accade che da un musicista che sulla carta reputi molto lontano dal tuo modo di suonare, arrivino delle idee che ti fanno suonare in un modo nuovo, e scopri che la diversità nell’improvvisazione può essere ulteriore creatività. Difficile dire con chi abbia avuto più affinità, forse in passato con Roberto Gatto, amico, coetaneo e grande batterista. Nel pop mi sono emozionato duettando dal vivo con Baglioni, Paoli, Mannoia e Servillo. Ognuno di loro mi ha dato emozioni diverse». Fra i progetti di Rea c’è un nuovo album di composizioni originali che probabilmente ospiterà vari artisti. La sua capacità di improvvisare brani noti e meno, ha stupito il pubblico presente in piazzetta dell’Annunziata. 




Chiara Civello e Rita Marcotulli Duo @ Arena Derthona Jazz

di Paola Dellagiovanna (testo) e Luigi Bloise (foto)

Il duo composto da Chiara Civello e Rita Marcotulli, si è esibito a Tortona, martedì 13 luglio alle 21.30, per l’edizione 2021 di “Arena Derthona” festival musicale ideato e diretto da Charly Bergaglio. Il duo inedito salito sul palco in piazzetta dell’Annunziata, era composto dalla cantante e polistrumentista Chiara Civello che vanta una carriera internazionale tra New York e il Brasile, costellata di dischi incisi per le più importanti etichette jazz mondiali, e da Rita Marcotulli, considerata una pianista unica per timbro, composizione e improvvisazione. La sua carriera, oltre al jazz d’avanguardia, la vede anche autrice di colonne sonore di film di successo. nel mese di marzo è uscito l’ultimo lavoro di Chiara Civello dal titolo “Eclipse” da lei descritto come «Un album di canzoni inedite scritte in collaborazione con alcuni dei cantautori che più apprezzo al momento tra cui Francesco Bianconi, Antonio Dimartino e Cristina Donà. Un disco prodotto da Marc Collin dei Nouvelle Vague che ha prodotto anche il mio prossimo album in uscita a novembre, in omaggio alla Chanson francese. In ogni disco cerco una nuova “prima volta”, un nuovo sogno e una nuova sfida. “Eclipse” ha realizzato il mio desiderio di fare un album “visuale”, pittorico, di “canzoni cinematiche”, canzoni in pellicola. In una soggettiva che potesse permettere a chi ascolta di viverle e di vederne la luce, le ombre, il chiaroscuro, i controluce. Da lì nasce anche la mia scelta di inserire delle cover legate al cinema Italiano. Antonioni, Piccioni, Sordi, Tenco, Salce, Morricone, e così questo mio nuovo ciclo si chiude e i miei vuoti si colorano». Nella serata le due artiste hanno proposto al pubblico un repertorio basato sulle loro affinità, che ha spaziato da Milton Nascimento a Michel Legrand, passando per Modugno e Randy Newman. Non sono mancati brani inediti che hanno affascinato il pubblico tortonese. 




Nek @ Stupinigi

di Stefano Introvigne (foto e testo)

La splendida palazzina di caccia di Stupinigi a Torino a fare da cornice alla serata in compagnia della musica di Nek, al secolo Filippo Neviani.

Sotto un cielo grigio e gonfio di nuvole, giovedì 8 luglio, l’artista di Sassuolo porta in scena allo “Stupinigi Sonic Park 2021” uno spettacolo acustico che ripercorre i suoi trent’anni di carriera. Accompagnato alla chitarra da Max Elli, Nek scalda il numeroso pubblico intervenuto aprendo il concerto con un successo di John Denver, “Take me home, Country roads” che fa subito capire ai fans quale sarà il mood della serata.  

Alternando  ai suoi successi più famosi, alcuni inediti e brani scritti per altri artisti, Nek ripercorre la sua carriera con aneddoti e racconti che coinvolgono i presenti, in un clima famigliare, ironico e  divertente.

Dai successi iniziali come “Jane”, “Amami”, “Io ti vorrei”, fino ad arrivare a brani come “Lascia che io sia”, “Almeno stavolta”, passando per le storiche “Laura non c’è”, “Se io non avessi te” e “Sei grande”.

Nek  presenta al suo pubblico anche l’ultimo brano inedito e pubblicato proprio all’inizio di Luglio, “Un’estate normale” nel quale racconta l’esigenza del ritorno alla normalità di tutti i giorni. Normalità che non è poi così scontata visto l’ultimo anno vissuto come tutti sappiamo.

Non manca l’occasione per suonare qualche brano con il suo “Bunny”, un contrabbasso elettrico creato da Bunny Brunel, il musicista franco-americano famoso per le sue creazioni di strumenti musicali con design particolari.

Il Tour di Nek proseguirà quest’estate con altre date da Vigevano a Roma fino a concludere a Firenze nel mese di settembre.




Negramaro – Primo Contatto

di Gianluca Talento (testo)

Iniziamo dalla fine, perchè la fine sia un nuovo inizio. Lo facciamo con i Negramaro attraverso la voce e le parole del frontman Giuliano Sangiorgi, prima di chiudere il concerto on-line del 19 marzo 2021 (in cui augurano “Buona festa del papà a tutti i papà” ndr):  

<<Grazie a tutti! E’ stato bellissimo. Grazie a questa Città Eterna che mi ha, ci ha accolto stanotte, ma mi ha accettato in questa vita. Siamo felici, state attenti, stiamo tutti, stiamo attenti e torniamo a vivere forti forti come prima e più forti di prima.

Noi siamo veramente, veramente uniti insieme a Live Nation, Sugar, il management, tante persone che, veramente, sono convinte che ce la faremo: dove esserlo anche voi da casa stando attentissimi.

Il pensiero va alle persone che non ci sono più e, per quelle persone che non ci sono più per questo maledetto virus, dobbiamo ricordarci, e io me lo ricorderò sempre, perché me lo ha detto mio padre: “Non si sopravvive all’assenza,  bisogna vivere, vivere fino in fondo”.>>

Il concerto si è chiuso con la celeberrima “Tra nuvole e lenzuola”, con l’assenza del pubblico, ma in presenza delle maestranze che di solito “confezionano” in ogni sua parte i live. La preparazione, quindi aveva lo stesso sapore, a dire di chi c’era, ma con emozioni e tanta carica in più: la voglia di ripartire con quella fame e quell’energia di tornare ad una normalità migliorata.

Lo show è stato realizzato con l’aggiunta della realtà aumentata, una “Visual artist in tempo reale” dice Giuliano, grazie alla tecnologia, quella stessa tecnologia che ha permesso ad un pubblico numeroso di fruire da casa di uno spettacolo nello spettacolo con una serie di record: “Una band di primati” (scherzano Giuliano e Danilo Tasco imitando nelle movenze, due scimmie, durante l’intervista a Radio Italia, inserita nel pre-show ndr). Tra tutti i record si rende subito evidente che i Negramaro sono la prima band italiana ad effettuare un live di questa portata in streaming, il tutto svolto e girato in alta definizione all’interno de “La Nuvola” il Nuovo Centro Congressi trasparente situato sul tetto di un edificio di Roma nel quartiere EUR, opera dell’architetto e designer Massimiliano Fuksas. Un progetto avveniristico quello di mettere insieme, musica, design ed innovazione, una sommatoria che fanno evolvere lo spettacolo in una direzione sensoriale differente, trasformando il classico concerto tipico di stadi e palasport, in qualcosa di nuovo che possa essere riutilizzato, quando il pubblico potrà tornare ad essere presente. Si augurano questo i Negramaro,  e che questa proposta dell’entertinement innovativo, possa essere di esempio per altri artisti, in questo “Periodo assurdo”, per intrattenere e non da meno far lavorare persone che con la loro professionalità a vari livelli e settori, sostengono le proprie famiglie e che nell’ultimo anno non hanno lavorato.

Andando verso il cuore del concerto, si evidenzia un pezzo che “tira” molto, suonatissimo nei loro concerti che è “Via le mani dagli occhi”, uno dei pochi brani del repertorio classico della band salentina, con un bellissimo arrangiamento, molto moderno e pieno di tecnologia, una canzone che “Picchia forte” dice Giuliano, ma ci sono tante altre new entry che “martellano” allo stesso modo: pochi quindi i pezzi  pre-pandemici; sono soprattutto i pezzi nuovi a muovere la scena, quelli dell’ultimo lavoro che dà il nome al tour, tra cui: “Devi solo ballare”, “Come non fosse successo mai niente”. Una pietra miliare questo nuovo tour, che segna la ripartenza, un ripartire da zero, senza ripartire da zero, ma per migliorarci, tornando a vivere i sentimenti in modo tradizionale, perché mai come adesso, abbiamo bisogno di “Contatto” e stiamo già aspettando…




Sanremo 2021 – Conferenza Stampa del 06/03/2021

di Gianluca Talento (testo)

Si iniziano a tirare le somme di questa rassegna anomala, causa Covid.

Nonostante tutto si cerca di fare i conti per usare Sanremo come volano per rilanciare il paese.
Così si inizia a fare dalla città dei fiori dando la parola al Sindaco. Nel suo breve intervento rimarca il fatto di aver voluto rilanciare l’economia partendo dall’enogastronomia, dal turismo e dall’intrattenimento, punto di forza del nostro Paese. La Città della riviera dei fiori, si pone come capofila per rimettere in piedi l’Italia. Lo fa simbolicamente l’amministrazione comunale dando un bouquet all’uscita della Sala Stampa per ogni giornalista partecipante. Ma siamo ancora qui e dobbiamo ancora parlare un po’ del Festival.
A tale proposito parte il giusto mantra di Coletta, anche se siamo agli sgoccioli della rassegna sanremese targata 2021: “In un teatro vuoto una serata ricca di tanti registri che ha tenuto”. Ed aggiunge “La sfida era unica e vorrei ringraziare tutti”.

Due erano gli obiettivi che sono stati raggiunti.

  • Il primo: sanitario, per il quale il Direttore di rete spiega “Quasi la perfezione di questo meccanismo visto con ammirazione e d’esempio all’estero”.

  • Il secondo obiettivo: i giovani, aggiunge Coletta “Presentando tanti nuovi talenti, rispondiamo ad un compito fondamentale: è in corso un cambio generazionale della platea televisiva”.Ed incalza sostenedo “Dare voce all’arte in tutte le sue forme. Il servizio pubblico ha rimesso in moto un mercato che si era fermato”.

La difficoltà della ripartenza è anche la consuetudine: “La fruizione e anche abitudine” dice Coletta. Quindi si è dovuto abituare un certo pubblico a fluire il servizio in modo tecnologicamente avanzato. Comunque sia trasversalmente è stata una “Edizione di grande orgoglio e successo”. Per chi sottolinea che i dati non sono incoraggianti, su una linea totale si verifica che nell’arco degli ultimi 20 anni la serata di ieri, cioè quella antecedente alla finale, non avesse avuto il risultato sperato. In realtà era perfettamente in linea con l’ultimo ventennio.

I maggiori picchi di ascolto si sono rincontrati all’inizio della gara con circa 12,6 milioni di telespettatori mentre il picco di share si ha avuto alle 00:30 con la esibizione registrata di Irama.
Quindi ancora una volta si percepisce che “Musica e Covid hanno un potenziale di grande interesse”. L’aver agito in tal senso ha dato i suoi frutti è stato “L’atto eroico della Rai” sostiene fermamente il direttore di Rai 1 Coletta, chiudendo il suo intervento con “Viva la Rai, viva Sanremo”.

Viene passata poi la palla alla responsabile di RAI Play e Digital, la quale numeri alla mano indica quanto segue:
aumentato fortemente il pubblico dei giovani sulla piattaforme digitali.
L’età media è inferiore ai 35 anni.
Il target di pubblico tra i 14-24 e 25-34 è cresciuto del +120%.
Nel complessivo c’è stato un aumento del +90% rispetto al 2020.
Questo successo è da evidenziare non sullo streaming ma sulla richiesta on-demand.
Nello specifico si può notare che sono le clip ad essere le più ricercate con una durata media di 6 minuti. I momenti più richiesti sono quelli dei Maneskin con Manuel Agnelli, nella serata delle cover, le performance di Ermal Meta ed i quadri di Achille Lauro.
Per spostare leggermente l’angolo sui canali social ed in particolare quello dedicato ai post visuali, Instagram ha ottenuto un incremento maggiore del +60%.
La responsabile Capparelli indica che “Il Festival rispecchia il momento”.
Tanti infatti sono i commenti di chi interaziona coi social, quindi aggiunge “Davvero un risultato storico”.

Sull’onda di questi dati prende la parola Amadeus: “I dati mi riempiono di gioia. Orgogliosi di questo Festival. Volevo ringraziare la redazione di Sanremo con Simona Marconi e lo staff dei ragazzi hanno fatto un lavoro fantastico”.

Viene passata la parola alla co-conduttrice della serata: la nota giornalista Giovanna Botteri: “Sono iperemozionata e preoccupata”, per ciò che farà sul palco. Sostiene ironicamente “La preoccupazione di Sanremo è quasi peggio delle bombe”. Questa frase è riferita al fatto che il suo intervento vuole essere volto a non appesantire la serata, ma ad alleggerirla. Questo compito risulta difficile, proprio per il suo ruolo di giornalista di cronaca inviata all’estero. Sostiene infatti quanto sia difficile per tutti “Vive con questa ferita”. Lei non ha la percezione del palco vuoto in quanto aggiunge “Spesso sono da sola e mi sono abituata a sentire quello che c’è oltre alla telecamera”, sperando di riuscire a trasmettere lo stesso sentimento positivo anche sul palco dell’Ariston.

Squadra che vince non si cambia, quindi anche questa sera sarà presente Achille Lauro, che a differenza delle altre conferenze Stampa, oggi è presente: “Finalmente posso ringraziare Amadeus” e senza attendere le domande va subito al sodo per chi lo ha criticato “Questo è un progetto”, riferito ai suoi quadri sul palco “costato notti di lavoro. Non è mettere un costume e finisce lì. Oggi la musica si guarda anche”. Dando ovviamente importanza alla qualità di visione che deve assorbire il telespettatore e continua “La prima sera c’era il Glam Rock, che io preferisco, la seconda sera in Rock and Roll, la terza il Pop, che è un omaggio agli incompresi (non è un genere di basso livello come alcuni intendono), ieri sera il Punk…e e stasera torno a “C’est la vie”.

Amadeus prende spunto da quanto ha detto Achille Lauro sottolineando “Achille ha fatto dei quadri meravigliosi”. Da un giudizio personale esclamando con voce sottile e ferma “Il principe della musica è Achille Lauro, perchè ha svolto una performance di altissimo livello. Complimenti a lui ea tutto il suo gruppo del lavoro”. Allora ironicamente Achille Lauro risponde in via indiretta a chi lo critica “Ringrazio Amadeus dei complimenti anche se non sono stato all’altezza”.

A questo punto il ritorno al succo della serata è d’obbligo.

La palla viene passata al Vicedirettore di Rai 1 Fasulo che da rilievo alla scaletta.

Gli ospiti saranno Ornella Vanoni che si esibirà con Francesco Gabbani, la presenza di Umberto Tozzi con la sua band, il trio Riccardo Fogli, Michele Zarrillo e Paolo Vallesi. Ci sarà anche un momento con Serena Rossi, Tecla insolia, Dardust e la Marina Militare.

Ovviamente sarà assente Simona Ventura, come era previsto da diverso tempo, perché è risultata positiva al Covid. Già nella conferenza stampa di ieri Amadeus aveva fatto i suoi più sinceri auguri alla conduttrice, con la speranza di poterla trovare in un’altra occasione, magari, televisivamente parlando partecipando come concorrente VIP a “I soliti ignoti”.

La serata vedrà i 26 Big in gara esibirsi e la loro classifica verrà decisa attraverso il televoto dal 26esimo al quarto posto.

Per i primi te verranno riassegnati altri numeri per il televoto dov’è la sommatoria dei voti sarà dovute alla giuria: demoscopica televoto e sala Stampa.

Così si decreterà il vincitore.

Dato che tutto questo Festival si è incentrato sulla rinascita e quindi era una visione di insieme sul lungo termine saranno presenti tra gli ospiti anche Alberto Tomba e Federica Pellegrini. Il loro intervento sarà legato ad un momento molto importante: la presentazione di un sondaggio per la scelta del logo delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

Anche in questo caso si vede quanto lo staff che ha lavorato per Sanremo 2021 di concerto con le autorità a più livelli, abbiano lavorato sulla lunga distanza per una sorta di gemellaggio che possa fare catena per la ripartenza del ingranaggio Italia.

In ultima battuta ci sono state le classiche domande diritto in cui l’elemento più eclatante è stata la notizia che non ci sarà un “Ama ter”. Nello specifico, lo avrebbe poi dichiarato espressamente ed in modo ufficiale nella Conferenza di domani lo stesso Amadeus che ha espresso fermamente: “Non farò un terzo festival consecutivo, a meno che non venga voluto fortemente”, prossimamente “Prima della pensione”, aggiunge scherzando.

Qui si sono aperti i vari scenari, da quelli più semplici a quelli più fantasiosi, da quelli relativi ad un ulteriore ringiovanimento della kermesse e di conseguenza di tutta la programmazione della rete ammiraglia, fino ad arrivare al politicamente scorretto.

Ma non andiamo troppo lontano, già si pensa troppo in là senza goderci l’oggi.
Sorridendo dice Amadeus”Non abbiamo ancora finito e già si cerca un nuovo conduttore”.

Nonostante il divagare, si torna in carreggiata e si fa letteralmente un passo indietro: c’è di nuovo  sostiene che non si debba perdere troppo tempo nello sviluppo della serata finale, perché i giornalisti devono fare loro mestiere. Quindi siamo tornati a una storia vecchia, se sia più giusto sforare, perché il racconto musicale lo richiede o se sia più giusto far raccontare ai giornalisti in tempo, per la pubblicazione delle notizie.
Il racconto comunque si chiude in una kermesse travagliata che comunque sia ha chiuso un’epoca.

Ma un’epoca sarà davvero chiusa?

Di tutto questo non si sa nulla a parte, che si intravede da lontano l’ombra di Cattelan. Quindi?

Boh! Nel dubbio rispondiamo cantando “Perchè Sanremo è Sanremo”




JAZZ&SAUDADE EXPERIENCE @ “Autunno in Oratorio”

di Sandra Pecchioli (testo) e Guido Nardacci (foto)

Stasera, 31 ottobre 2020, ho avuto l’onore di assistere, di persona, ad uno splendido web concerto (andato in onda il 1 novembre 2020 ndr) nell’ambito della rassegna “Autunno in Oratorio”, svoltasi nella suggestiva cornice barocca dell’Oratorio di San Filippo Neri qui a Genova, luogo che raccoglie tesori artistici inestimabili e poco ahimè, conosciuti persino ai genovesi.
Il mio intervento però, oltre ad essere un invito a visitare questo meraviglioso scrigno barocco sito in via Lomellini a due passi dalla trafficata piazza della Nunziata, è volto soprattutto ad elogiare un gruppo veramente notevole, che appunto stasera, si è esibito in questo contesto, il “JAZZ&SAUDADE EXPERIENCE”, band che ho avuto il piacere di conoscere in passato, composta da veri talenti quali FABRIZIO CATTANEO, uno dei più famosi trombettisti a livello italiano (e non solo!), ALESSANDRA CABELLA, voce suadente e delicata, donna dolcissima ed innamorata delle proprie passioni, che gentilmente mi ha accompagnato alla scoperta della bossa nova e del “samba” (non chiamatela al femminile, mi raccomando!);
BRUNO SARTORE al pianoforte, FABRIZIO CIACCHELLA al contrabbasso e MATTEO PINNA alla batteria, completano la formazione della serata, ma all’appello mancano altri due affermati musicisti, come ALFREDO FERRARIO al clarinetto e MAURO CALIGARIS al sax.
La dolce Alessandra mi racconta la sua passione per il Fado europeo e la musica brasiliana, in particolare il samba e la bossa nova; la band, studiando nel profondo le radici della musica popolare brasiliana, vuole far percorrere all’ascoltatore una sorta di viaggio ideale attraverso le terre e le atmosfere laddove quelle culture musicali sono nate e da cui poi si son propagato in tutto il mondo.
Il concerto inizia con il brano “DISCUSSÃO” di A. C. JOBIN e N. MENDONCA, molto mosso, nel quale il testo pare voler dire che non sempre si può avere la pretesa di aver ragione, ma dobbiamo lasciar scorrere, così come scorre il ritmo della canzone e come, nella realtà di molti di questi artisti, scorrono veloci le loro vite, vite intense e brevi, sregolate, spesso abusate da alcool, droghe e tabacco;
la canzone DINDI”, racconta di una donna eterea, nella quale si identifica la sua prima interprete, moglie di uno dei due autori (DE OLIVEIRA) anch’essa morta poco più che trentenne; Alessandra affettuosamente, la definisce “una carezza del cuore”…
Il terzo brano, “INFLUÊNCIA DO JAZZ” di C. LYRA, è come un’incitazione di riscatto rivolta al samba che, contaminato dal jazz, sembra aver perduto il suo ancheggiare, il “balanco”, tipico della sua vera essenza.
“NÃO DA MAIS PRA SEGURAR|EXPLODE CORAÇÃO” è un brano di GONZAGUINHA; siamo negli anni sessanta e rappresenta un’icona della musica popolare brasiliana, perché rispecchia perfettamente la loro anima; è una canzone molto viscerale che invita a far uscire da noi stessi ciò che il nostro sguardo può tradire, a manifesto delle nostre emozioni fin quasi a far esplodere il cuore, come “un parto che, dal dolore, fa nascere la gioia più bella”.
L’ultimo intenso brano, eseguito in duo voce e contrabbasso, è “ESTRADA DO SOL”, di A. C. JOBIN e DOLORES DURAN, una bossa nova dai ritmi più arcaici; narra di “scaglie di colore e luce”, di positività pura, induce ad abbandonare tutto ciò che è stato per assaporare quello che sarà oggi. Questa canzone fu fortemente desiderata da DOLORES che volle scriverne il testo; ancor più commovente se si pensa che proprio l’autrice di queste parole, sapeva già di soffrire di una malattia congenita al cuore che, di lì a pochi anni dopo, l’avrebbe condotta giovanissima alla morte.
Una malinconia struggente, la saudade, per la terra, la vita ed il “sentire”brasiliano, che si riscontra musicalmente nel dondolio dello swing, avanti e indietro, e nel balanco, l’ondeggiare lateralmente coi fianchi. Il dondolio temporale che questi brani inducono, la malinconia, si alternano ad espressioni più vive, gioiose, rapide e divertenti, che i JAZZ&SAUDADE EXPERIENCE, con il loro stile e bravura, sono riusciti a far rivivere in pieno, creando un’emozione pura nel cuore di chi stasera li ha ascoltati.
Ringrazio tutta la band ed in particolare la splendida Alessandra Cabella, che mi ha fantasticamente guidato all’interno di questa bellissima esperienza, facendomi non solo da Cicerone dentro un mondo che poco conoscevo, ma anche da traduttrice dei testi dei brani, così da poter apprezzare ancor più l’intima essenza della musica brasiliana.