Orchestra Classica di Alessandria @ Perosi Festival

di Luigi Bloise (foto)

Sabato 21 settembre 2019 è salita sul palco del Teatro Dellepiane di Tortona, per il Perosi Festival, l’Orchestra Classica di Alessandria, diretta magistralmente dal Maestro Andrea Oddone, con un pregevole primo violinista: il Maestro Vittorio Marchese.

E’ stata una serata fantastica: esecutori, pubblico ed emozioni.

Noi c’eravamo, ecco la photogallery!

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Roy Paci @ PEM!

di Elia Cattaneo (foto)

Martedì 17 settembre 2019 è salito sul palco di Parole e Musica in Monferrato Roy Paci. Il trombettista siciliano è stato intervistato magistralmente dal giornalista Enrico Deregibus. Il pubblico numeroso ed entusista ha seguito attentamente il botta e risposta per carpire e capire qualche cosa in più dell’uomo e dell’artista. Non sono mancati i momenti divertenti in cui mettendosi a cantare Roy non si ricordava il testo della canzone “Augusta”. Così si è fatto costruire un gobbo di fortuna scritto sul retro delle locandine del PEM!: tutto ovviamente fatto con professionalità e maestria di chi sa tenere il palco. Tra gli altri brani eseguiti “Malarazza” ed una accattivante versione di “Beautiful like a sunshine”. Musicalmente impeccabile, a livello canoro quasi in stile “buscaglioniano” accompagnato dal pianista Antonio Amabile, mentre alla tromba ed al flicorno, straordinariamente… Roy Paci.
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Red Canzian @ Castelnuovo Scrivia

di Paola Dellagiovanna (testo) e Gianluca Talento (foto)

Solidarietà e musica, questa è stata la 21esima giornata “Franca Cassola Pasquali” a Castelnuovo Scrivia che ha visto come ospite quest’anno, sabato 14 settembre sul palco in piazza Vittorio Emanuele II, Red Canzian accompagnato dalla sua meravigliosa band. Uno spettacolo fatto col cuore ma soprattutto con la famiglia, perché ad accompagnare lo storico bassista e cantante dei Pooh nel tour “Testimone del tempo – Le canzoni della nostra vita” ci sono i figli, Phil Mer alla batteria (che partirà in tour fra poco con Francesco Renga) direttore musicale e Chiara che canta, fa i cori, suona l’armonica e il basso. Accanto a loro due grandi musicisti Daniel Bestonzo al pianoforte e Alberto Milani alla chitarra. Le migliaia di persone in piazza hanno cantato e si sono emozionati insieme a Canzian su brani di Little Richard, Pink Floyd, Bob Dylan, Battisti, Tenco, Paoli, The Mamas & the Papas, Elton John. Fra le canzoni di una vita anche brani storici dei Pooh come “Stare senza di te”, “L’aquila e il falco”, “Stai con me”, “Chi fermerà la musica”, “Noi due nel mondo e nell’anima”, “Uomini soli”. Una scaletta che dagli anni Cinquanta arriva ai giorni nostri, con brani a cui Canzian è molto legato e che vuole con questo tour, proporre ai numerosi fans. Attualmente il cantautore è impegnato in due importanti progetti «Sto lavorando a un’opera ambientata nella Venezia del Settecento. Ho appena finito di scriverla e ora è in fase di arrangiamento. Sarà pronta l’anno prossimo. Poi faremo un casting e diventerà un musical. Inoltre sto scrivendo nuove canzoni per un album. Rimango comunque molto legato al pubblico e non riesco a stare lontano dal palco per più di tre o quattro giorni».

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Marina Rei @ PEM!

di Stefano Introvigne (foto) e Gianluca Talento (foto copertina, testo)

Martedì 10 settembre 2019 è salita sul palco del PEM! Marina Rei. Intervistata dal giornalista Enrico Deregibus, ha raccontato la genesi della sua passione musicale, parlando dei genitori che hanno entrambi solcato in modo differente il mondo della musica: il milieu che ha permesso alla cantautrice romana, unitamente al suo gusto personale ed alla sua voglia di fare musica, di diventare quella che noi tutti oggi conosciamo. Il racconto si è articolato in varie fasi, dalle prime band formate, ai primi successi, dalla sua prima partecipazione a Sanremo, fino alle indiscrezioni sul suo ultimo album, attualmente in lavorazione. C’è stato spazio anche per la musica in cui ha eseguito accompagnandosi con la chitarra alcuni brani, aprendo il mini concerto con “Noi”, “Donna che parla in fretta” e chiudendo il live con “Un inverno da baciare”. Dalla serata è uscita fuori la shape di un’artista intelligente, colta, semplice, a tratti divertente e quasi comica, la ragazza della porta accanto che arriva in città col treno e poi quando si fa una certa ora si ferma a parlare ancora un po’, saluta e se ne va: umana nei gesti, divina nella sua vocalità.
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Sarah Jane Morris @ Moleto Hill

di Gianluca Talento (foto)

Domenica 8 settembre 2019 è arrivata nel tardo pomeriggio direttamente da Londra con la sua band Sarah Jane Morris insieme a Tony Remy. E’ salita sul palco del Barchiuso per il soundcheck provando alcuni brani. Nonostante il tempo minaccioso, ha raccolto intorno a se tanta gente che ha ascoltato in modo attento e rapito la sua voce calda, graffiante e singolare. A causa del maltempo, il concerto ha avuto un leggero ritardo, ma la cantante di Southampton, con grande professionalità non si è sottratta al suo pubblico. Grazie allo staff del Moleto Hill, il service è riuscito a montare in tempi da record un palco in una location più raccolta e riparata, dove l’artista ha potuto esibirsi. La cantante ha proposto brani soprattuto del suo ultimo progetto “Sweet little mistery” ed alla fine ha fatto salire sul palco a cantare insieme a lei, prima del bis, anche Nick The Nighfly, patron di questa prima edizione della rassegna a Moleto. Tutti i presenti hanno cantato, pure noi fotografi, nonostante il brutto tempo, nonstante i ritardi, nonstante tutto: momenti pieni di gioia, di divertimento, per vivere insieme, stare insieme in compagnia della musica, perchè come ha detto Sarah “Possiamo cambiare le cose, per avere una vita migliore”
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Nick The Nightfly @ Moleto Hill

di Gianluca Talento (foto)

Sabato 7 settembre 2019 nella suggestiva cornice del Barchiuso è salito sul palco Nick The Nightfly. Lo show nell’ambito della rassegna “Moleto Hill – Music Arts Fest” ha visto impegnato il “Nick The Nightfly 5tet” con special guest alla batteria Alfredo Golino. Con il concerto “Be YourSelf” incentrato sull’ultimo lavoro dell’artista, noto soprattutto come conduttore radiofonico, Nick ha dato sfoggio ad uno swing, una conoscenza musicale ed una capacità vocale notevoli. Simpatico e gioviale, ha intrattenuto il pubblico con grande energia e phatos creando un’atmosfera unica nel suo genere.
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Giovanni Truppi @ PEM!

di Gianluca Talento (foto)

Martedì 3 settembre 2019 è salito sul palco del PEM! Giovanni Truppi. Cantautore napoletano di nascita, ma ormai romano d’adozione da circa quindici anni, si è raccontato nel perfetto stile della rassegna, tra parole e musica. Intervistato dal giornalista Enrico Deregibus si sono descritti vari aspetti dell’attività dell’artista focalizzando soprattutto l’attenzione sul suo ultimo lavoro, in cui ha messo in campo senza paura l’emotività ed il sentimento. Il viaggio è stato un susseguirsi di fonetica e suoni, partendo da vocaboli che potessero catturare l’attenzione, come si fa coi bambini e facendosi portare per mano nei luoghi dell’anima e del mondo che ci circonda: una sublimazione lenta verso concetti filosofici e di ampio respiro, come l’essere umano sa fare, quando vuole.
La serata è stata un concentrato di fotografie di vari aspetti in cui il cantautore è stato narratore attento. Giovanni Truppi è un artista eccezionale, che canta e suona in un modo tutto suo, perchè l’arte in ognuno di noi ha i suoi registri: per il momento che stiamo vivendo, farci illuminare il cammino da persone così, non è solo una possibile scelta, ma una necessità.
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Simone Cristicchi @ Capanne di Marcarolo

di Debora Bergaglio (testo) e Gianluca Talento (foto)

La musica del cantautore romano attraversa l’Appennino, tra le montagne e il mare

Arriva a bordo della sua auto bianca, proprio qui tra le montagne e il mare. In una domenica di fine agosto, il 25 per la precisione, Simone Cristicchi sa esattamente dove vuole andare e l’anfiteatro naturale di Cascina Moglioni, guardato a distanza dal monte Tobbio e nascosto fra i prati del Parco delle Capanne di Marcarolo, è lì ad aspettarlo.
Un’altra data del Festival che racconta uomini e storie delle terre di mezzo sta per iniziare, un altro viaggio tra radici, esperienze nuove, vie e rotte che guardano lontano.
Si chiama “Attraverso Festival” e ha come scenario un paesaggio unico nel Piemonte: le Langhe, il Monferrato, l’Appennino Piemontese in cui ci troviamo e il Roero.
Non è un caso che il cantautore romano Simone Cristicchi si trovi qui, ad incantare un pubblico bello, silenzioso, rispettoso di questo luogo e della sua memoria.
Le parole forti del cantante dei dimenticati e dei più fragili “attraversano” le valli e suscitano le emozioni di chi le accoglie, con lo stesso stupore di questo teatro a cielo aperto che accoglie il concerto del cantante accompagnato dai bravissimi Giuseppe Tortora al violoncello e Riccardo Ciaramellari al piano e alla fisarmonica.

Iniziano le prove ed è chiaro che le melodie non sono solo per il pubblico che si accalca alle transenne in attesa di incontrarlo, ma anche per la natura, un ambiente che circonda e abbraccia tutto e tutti in un “evento” unico. Le prove sono iniziate e Cristicchi lo chiede agli alberi, chiede il permesso di accompagnare con le sue melodie ciò che in natura è già perfetto; e gli alberi rispondono “che le radici sono qui …. per gioire di questo incanto, senza desiderare tanto”… ed accorgersi in un momento di essere parte dell’immenso di un disegno molto più grande della realtà” ( cit. “Lo chiederemo agli alberi”)

Parole, luoghi e musica si fondano in un unico racconto, non c’è separazione tra arte e bellezza, tra uomo e natura. Il pubblico lo sente, applaude, apprezza, gioisce con rispetto e stupore, con gratitudine per l’opportunità di ascoltare un concerto comodamente seduto su un prato, con tutta l’aria e lo spazio vitale necessari per godere appieno di uno spettacolo, con l’intimità che solo un anfiteatro naturale come questo può dare.

E così, in questo grande sipario tra le montagne e il mare, scorrono veloci le canzoni più amate: “la cosa più bella del mondo”, “Mi manchi”, “Biagio”, “Se mai”, intervallate da pezzi popolari, anche di altri autori, come l’omaggio ai genovesi con “Ma se ghe pensu” o con la sua “I matti de Roma”.
Scorrono veloci le parole, le poesie, le letture, tra un pizzico d’ironia e un testo che fa pensare, come l’intramontabile “Ti regalerò una rosa” che l’autore dedica ad Antonio Cosimo Stano, l’anziano di Manduria vittima di un terribile caso di cronaca, morto in seguito alle vessazioni e alla “torture” di una baby gang, nell’indifferenza dei suoi compaesani. Un nome scandito e scavato per lasciare una traccia in chi vuole vedere. E scandito è anche il nome di Laura Antonelli, grande attrice “dimenticata” del cinema italiano, con una vicenda personale tragica, a cui Simone Cristicchi dedica “Laura”.
Sono tanti i dimenticati dalla storia, persone comuni, personaggi dello spettacolo o ragazzi che si battono per un ideale, come i martiri della Benedicta. A loro il cantautore dedica un lungo e commovente testo, di cui mi hanno colpito questi versi:

“… Mio nonno muore ogni volta che qualcuno continua indisturbato a fare affari, vendendo armi agli altri uomini per renderli animali,
e insieme a mio nonno muoiono ogni giorno i partigiani, i loro cadaveri umiliati, vilipesi, smembrati dalle parole a serramanico di un politico,
mio nonno muore ogni volta che un crimine resta impunito,
ogni volta che un massacro di innocenti viene rimosso,
ogni volta che qualcuno senza vergogna sputa sulla nostra Costituzione,
ogni volta che un bambino viene mutilato da una mina che non sia di matita,
ogni volta che il silenzio discende sopra le masse che non sanno,
mio nonno muore ancora di più in questi tempi di finta pace…”

Applausi.
E riflessioni.
Cristicchi continua il suo viaggio e si prende cura del pubblico accompagnandolo per mano in un percorso fatto di musica e parole, di poesie che “volano tra le montagne e il mare”. E a un certo punto si fa strada, potente, quasi silenziosa, una domanda:

Che uomo vuoi diventare?
Che donna vuoi diventare?
Chi mi ha gettato sopra questa terra?
Che cosa ci faccio qui?

E qui, in questo scenario magnifico, risuonano possibili risposte:
“Se voglio diventare un uomo ho bisogno, a un certo punto, di uscire dalla confusione e iniziare il viaggio nella mia interiorità ….
dentro di noi c’è una grande domanda di silenzio, soprattutto nei tempi che viviamo
sono tempi di silenzio, spazi di silenzio, anche di silenzio interiore,
di far tacere quel rumore dentro e andare a fondo e scoprire in un angolo della nostra anima, scoprire quel desiderio che ci abita
e il desiderio di ogni essere umano è questo:
IO DESIDERO DI ESSERE AMATO E DI AMARE PER SEMPRE..”

Un ritorno all’ amore, al “prendersi cura”, proprio come il nome del suo tour e della pluripremiata canzone che ha presentato quest’anno a Sanremo “Abbi cura di me”.
Un messaggio che in questo parco naturale, un ambiente protetto ma tutto intorno minacciato dall’azione dell’uomo che distrugge, assume un certo valore; e allora diventa importante cambiare rotta, guardare lontano, come questo Festival incoraggia a fare.

“Abita questa terra diversamente – suggerisce Cristicchi – non privarla di un altro modo di essere uomo o donna, almeno nel tuo piccolo fazzoletto di terra, quello in cui vivi, prova ad essere un’altra possibilità, un frammento di luce (…)
sii testimone del tuo tempo
racconta la tua storia
scrivi una poesia
canta una canzone
porta il tuo esempio a tutti gli altri
ritorna alla radice
alla tua essenza
perché solo ciò che conta davvero,
ciò che conta
è destinato a restare per sempre”

Come il ricordo indimenticabile di questo concerto fra le montagne e il mare, attraverso parole, suoni ed emozioni, che corrono libere per tutto l’Appennino.

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The Zen Circus @ PEM!

di Gianluca Talento (testo e foto)

Domenica 25 Agosto 2019 si è aperta nella prestigiosa location del parco della torre a San Salvatore Monferrato (AL), la 14^ rassegna di “PEM! Parole e Musica in Monferrato”. Sono saliti sul palco The Zen Circus per una intervista/mini concerto. Presente una delegazione della band toscana, Massimiliano “UFO DJ” Schiavelli (basso) e Andrea Appino (voce e chitarra). La serata è stata condotta dal giornalista Enrico Deregibus che ha subito messo a proprio agio gli ospiti, i quali in modo scherzoso ed irriverente, hanno raccontato la storia del gruppo dagli esordi, 20 anni fa esatti, fino all’esperienza sanremese di quest’anno, tra racconti divertenti, situazioni semiserie ed analisi introspettive, profonde circa il proprio operato come gruppo e come individui.
Ciò che ne è venuto fuori è uno spaccato interessante di persone che vogliono stare insieme per fare musica, per dare qualcosa agli altri per sentirsi utili regalando emozioni: “Partiti dalla provincia, per ritornare alla provincia” dice Massimiliano, riconducendo l’attenzione non al piacere del successo, di chi ce l’ha fatta, ma al viaggio che li ha fatti tornare nella loro amata provincia toscana, con nuove consapevolezze, mantenendo quel legame alla terra ed alle tradizioni con gli amici ed i parenti di sempre.
Appino si è soffermato sulla produzione, il suo fiume di canzoni, demo improvvisate, imbastite ed inviate tramite posta elettronica, social o altra diavoleria elettronica ai “colleghi”: non solo un grande lavoro per esprimersi, ma un’espressione di forte legame fraterno pieno di fiducia bidirezionale che ha portato grandi risultati in quanto oggetto, ad ogni canzone ultimata, di un vero e genuino lavoro di squadra.
Non sono mancate giustamente le canzoni, un sestetto di successi pescati a caso dal repertorio “zencircuissiano”, che hanno scaldato l’atmosfera della serata, chiudendo la serie con “Viva” cantata praticamente da tutti i presenti con “Chitarra, basso e pubblico” ha sottolineato ancora scherzosamente Schiavelli.

 

I brani interpretati:
1° set: “Catene”, “L’egoista”, “Canta che ti passa”
2° set: “L’anima non conta”, “Figlio di puttana”
Bis: “Viva”

Ecco la photogallery!

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