Enrico Bertolino @ Teatro Alessandrino

di Elio Lussu (foto e testo)

Due ore di risate a più non posso!!!!

Venerdì 7 febbraio 2020 il circo di Enrico Bertolino, con il suo Instant Theatre, ha fatto tappa al Teatro Alessandrino sito nella  omonima città. Come sempre esilaranti battute riguardanti l’animo umano, i vizi e le debolezze . Narrazione, attualità, umorismo, politica e soprattutto tantissima satira. Chiunque si sentiva coinvolto dalle  sue analisi della vita moderna. Semplicemente un intramontabile cabarettista delle “ vecchie” guardie. Entra in scena vestito da domatore di tigri presentando gli attori circensi, che poi erano tutti politici, per ognuno di questi seguivano una valanga di batture da far tenere la pancia in mano  ai presenti in platea. Non sono nemmeno mancate le GAG sul festival di Sanremo, dove per l’occasione  vestiva i panni di cantante e trasformava il testo di una canzone in satira politica. Questo format teatrale, Instant Theatre, è stato  ideato dallo stesso Enrico Bertolino  in collaborazione con il grande  Luca Bottura e che vede la partecipazione dei polistrumentisti Roberto Antonio Dibitonto e Tiziano Cannas Aghedu . Se vi  capita non perdetevelo!!!!!

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“Il berretto a sonagli” @ Teatro Civico di Tortona

di Paola Dellagiovanna (testo e foto copertina)

Lunghi applausi al Teatro Civico di Tortona per l’opera pirandelliana “Il berretto a sonagli” sesto spettacolo della rassegna di prosa andato in scena martedì 10 dicembre. Il testo è stato adattato dal regista Valter Malosti e gli interpreti sono Roberta Caronia, Valter Malosti, Paola Pace, Vito Di Bella, Paolo Giangrasso, Maria Lombardo, Roberta Crivelli Luci Francesco Dell’Elba. Una produzione Teatro Piemonte Europa con scene di Carmelo Giammello e costumi di Alessio Rosati. Il regista ha affrontato per la prima volta Pirandello con una delle commedie meno conosciute, nata in dialetto “A birritta ccu ‘i ciancianeddi” per il noto attore comico Angelo Musco. Il testo non fu mai pubblicato dall’autore a differenza di quanto avvenne con “Liolà”. La prima redazione di “Il berretto a sonagli” è stata ritrovata nel 1965 e pubblicata nel 1988. Il lavoro di Malosti è stato quindi di riscoperta e rilettura non solo linguistica ma anche di ridefinizione di caratteri e ruoli affioranti dal recupero dei tagli capocomicali di Musco, mai ripristinati dall’autore nell’edizione italiana, fra questo la perdita di una possibile co-protagonista della commedia, accanto a Ciampa, ovvero Beatrice Fiorìca la moglie tradita. Come afferma il regista Malosti «Colgo nella pièce un carattere visionario come in Molière e un andamento da farsa nera. Ciampa è per me un buffone tragico, come il Nietzsche di “Ecce homo” e l’Arnolphe de “La scuola delle mogli”». Un testo duro con un filo conduttore, la gelosia che si fa follia contro l’onore che impone di lavare i panni sporchi in casa propria. Apprezzato dal pubblico in ogni sfumatura, con un testo pirandelliano dove la donna ha un ruolo cruciale, “Il berretto a sonagli” prosegue il suo viaggio nei teatri italiani.




Christian De Sica @ Teatro Alessandrino

di Gianluca Talento (foto)

Sabato 7 dicembre 2019 è salito sul palco del Teatro Alessandrino Christian De Sica. Introdotto dal “mediatore” della serata Pino Strabioli, l’istrionico attore romano ha fatto la sua comparsa in platea, in perfetto stile Christian De Sica. E’ passato tra le poltrone a salutare il suo pubblico, in modo affabile come pochi nel mondo dello spettacolo sanno realmente fare. Si è raccontato in uno spettacolo informale, “tra amici” come dice Christian, fra anedotti scherzosi e racconti più commoventi, intervallati dalla musica: un crooner eccezionale, dotato come tutti sanno ormai, di uno swing pazzesco, accompagnato dall’orchestra diretta dal Maestro Riccardo Biseo. Il teatro, sold-out, era pieno di persone di ogni età, data la trasversalità e poliedricità dell’artista. Il risultato è stato uno show semplice ma pregevole in cui è stato condensato un spaccato di vita, anzi il racconto di una vita intera, di una persona non di un personaggio, che ha avuto si la fortuna da un lato di chiamarsi De Sica, ma allo stesso tempo di dover faticare il doppio, perchè erede di un patrimonio genetico-artistico trasmesso dal padre Vittorio. Christian è comunque riuscito a trovare una sua cifra stilistica, uno dei pochi casi in cui i figli fanno il mestiere dei genitori e lo fanno bene, riscutendo ancor oggi, dopo tanti anni, successo ed amore da parte del pubblico che gli riconosce una splendida carriera come stella di prima grandezza.
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“Madre Courage e i suoi figli” @ Teatro Civico di Tortona

di Paola Dellagiovanna (testo e foto copertina)

Il capolavoro di Bertolt Brecht “Madre Courage e i suoi figli” è il quinto spettacolo della rassegna di prosa del Teatro Civico di Tortona, andato in scena sabato 30 novembre. La versione del capolavoro brechtiano proposta dal regista Paolo Coletta ha forti componenti musicali. Sul palco parola, corpo e musica si fondono per ritrarre un’umanità che somiglia al nostro presente. Il tema è ancora molto attuale, nonostante il testo originale sia stato scritto pochi anni prima della Seconda Guerra Mondiale (1938). La traduzione è di Roberto Menin e gli interpreti sono Maria Paiato (una fantastica Madre Courage), Mauro Marino, Giovanni Ludeno, Andrea Paolotti, Roberto Pappalardo, Anna Rita Vitolo, Tito Vittori, Mario Autore, Ludovica D’Auria, Francesco Del Gaudio; musica di Paul Dessau, scene di Luigi Ferrigno, costumi Teresa Acone, light designer Michelangelo Vitullo, produzione Società per Attori e Fondazione Teatro Metastasio di Prato in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia. La drammaturgia musicale è di Paolo Coletta che sul capolavoro di Brecht dice «Un’opera di contraddizioni e antinomie, a partire dalla principale, secondo cui Madre Courage si sforza di proteggere i suoi figli dalla guerra, ma li perde inesorabilmente uno dopo l’altro. In che modo è responsabile di ciò? Anna Fierling si chiama Courage: ma è davvero una donna coraggiosa o, piuttosto, una codarda? Le risposte possibili in questo testo riguardano chi ha e chi non ha, chi prende le decisioni e chi deve eseguirle». La storia è ambientata in un tempo distopico, dove l’essere umano è capace di abituarsi addirittura alla sua stessa fine ovvero alla morte a causa della guerra, Madre Courage è sopravvissuta fra i sopravvissuti. Per riproporre una nuova versione dell’opera, Coletta ha recuperato ed elaborato i materiali riguardanti la composita partitura di “Madre Courage e i suoi figli” a partire dall’edizione del 1941.




“La menzogna” @ Teatro Civico di Tortona

di Paola Dellagiovanna (testo) e Gianluca Talento (foto copertina)

Ha debuttato al Teatro Civico di Tortona domenica 17 novembre “La menzogna” di Florian Zeller con regia di Piero Maccarinelli e protagonisti Serena Autieri, Paolo Calabresi, Toto Onnis e Eleonora Vanni. La compagnia ha scelto Tortona tra una folta rosa di teatri del nord Italia per le prove di riallestimento dello spettacolo. Come ha spiegato lo stesso regista Maccarinelli «Il testo è di uno dei migliori commediografi del momento, ovvero Zeller. A Tortona era già andato in scena due anni fa “Il Padre” con Haber e Lucrezia Lante Della Rovere, sempre scritto da lui. Per mettere in scena i suoi testi sono necessari grandi attori e in questo spettacolo, sono tutti eccezionali». I temi trattati sono il desiderio, il tradimento, la verità e la menzogna in amore. Tutto lo spettacolo gira intorno a due coppie di amici che si incontrano a una cena dopo molto tempo e avvertono un grande disagio tra loro. Paolo e Alice, Lorenza e Michele credono di vivere in un sistema di valori condivisi che si possono facilmente trasgredire: l’adulterio sembra essere l’unico orizzonte della vita coniugale. La commedia costringe gli attori ad abbandonare l’arco psicologico o narrativo dei personaggi perché di volta in volta ognuno di loro è chiamato a recitare o giocare un ruolo opposto a quello che ha vissuto nella scena precedente e deve farlo con molta leggerezza senza dare la sensazione che stia mentendo. La resa dei conti finale fra le coppie mostra la falsa morale che si nasconde dietro alle convinzioni sociali. Uno spettacolo ironico e tragico allo stesso momento, avvincente e coinvolgente, dove gli attori spingono il pubblico a riflettere su temi importanti quali il matrimonio, il tradimento e l’amore. Dopo il debutto a Tortona, lo spettacolo sarà portato in diversi teatri della penisola.




“Ho perso il filo” @ Teatro Alessandrino

di Paola Dellagiovanna (testo) e Gianluca Talento (foto)

L’esilarante spettacolo “Ho perso il filo” di Angela Finocchiaro, Walter Fontana e Cristina Pezzoli ha aperto giovedì 14 novembre la stagione 2019-2020 del Teatro Alessandrino. La regia è di Cristina Pezzoli, le coreografie originali di Hervè Koubi assistito da Faycal Hamlat, le scene di Giacomo Andrico, luci di Valerio Alfieri e costumi di Manuela Stucchi. Nella commedia l’attrice comica si reinventa danzando insieme a sei bravissimi ballerini ma mantenendo la sua unica e inimitabile ironia, con la quale affronta diversi momenti della sua vita, ovvero quella di una donna di mezza età che quotidianamente deve affrontare i problemi, le ansie, ma anche le gioie derivanti dall’essere madre di adolescenti, moglie e lavoratrice. Ad unire tutti i tasselli della trama è il filo di Arianna, la cui storia l’attrice vuole raccontare agli spettatori con non poche difficoltà. Angela Finocchiaro armata all’interno del labirinto si trova ad affrontare strane creature, spiriti dispettosi che la disarmano e impauriscono, ma che soprattutto la frullano come un frappè facendola volare e rotolare da una parte all’altra del palco. Dopo che gli spiriti un po’ acrobati, un po’ danzatori (Alis Bianca, Giacomo Buffoni, Alessandro Larosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni e Alessio Spirito) tagliano il filo che assicurava il ritorno a casa dell’eroe, Angela Finocchiaro nelle vesti di Teseo dovrà obbligatoriamente decidere se affrontare il Minotauro o farsi sopraffare dalle paure. Il finale inatteso chiude uno spettacolo che non fa solamente ridere, ma che emoziona e fa pensare a quante possibilità e scelte si possano fare nella vita e cosa queste portino. Il viaggio per l’Italia di Angela Finocchiaro e degli eccezionali ballerini che la accompagnano terminerà a marzo 2020 dopo aver toccato numerose città italiane. 




“Le signorine” @ Teatro Civico di Tortona

di Paola Dellagiovanna (testo e foto copertina)

Un testo irriverente e poetico quello di “Le signorine” spettacolo teatrale di Gianni Clementi andato in scena domenica 20 ottobre al Teatro Civico di Tortona, con Isa Danieli e Giuliana De Sio. La regia è di Pierpaolo Sepe e la voce del Mago è di Sergio Rubini. «Sono sempre attratta da nuovi progetti proposti da giovani autori – ha raccontato Isa Danieli – Il testo è molto divertente. Lavorare con Giuliana è un piacere perché è una bravissima attrice. Nonostante sia la prima volta che lavoriamo insieme c’è grande intesa sul palco, ci capiamo al volo. Ho iniziato a fare teatro da giovanissima con Eduardo De Filippo, un’esperienza che mi ha insegnato molto. Il teatro è la mia vita». Le protagoniste sono due sorelle zitelle dai caratteri molto diversi, che trascorrono le proprie giornate a scambiarsi accuse reciproche. La storia di Addolorata e Rosaria è ambientata fra una piccola storica merceria in un vicolo di Napoli, come racconta Giuliana De Sio promotrice della realizzazione dello spettacolo che insieme all’autore ha lavorato al testo nato in romanesco e trasformato in napoletano «”Le signorine” nonostante racconti una storia di solitudine, fa molto ridere. Il mio personaggio è una perdente, una “vecchia bambina” zoppa, la più piccola d’età e la più sognatrice. Lei spera le succeda ancora qualcosa di bello ma è costretta a una vita triste, fatta di molte rinunce a causa dell’avarizia della sorella. Sul palco non sono facilmente riconoscibile per via del trucco e dei vestiti. Per interpretare questo ruolo ho dovuto anche fare un corso per imparare a muovermi con una protesi alla gamba. La vita di queste due sorelle cambia improvvisamente e i ruoli si ribaltano. Con Isa è bello recitare, la reputo una grandissima attrice. A volte sul palco riusciamo a improvvisare». Due ruoli importanti per due grandi attrici. Dopo il debutto a Tortona, “Le signorine” sarà portato in scena in numerosi altri teatri italiani.




Elio ne “Il Grigio” @ Teatro Civico di Tortona

di Paola Dellagiovanna (testo e foto copertina)

Anteprima nazionale al Teatro Civico di Tortona lunedì 30 settembre e martedì 1 ottobre per “Il Grigio” con Elio di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, rielaborazione drammaturgica del regista Giorgio Gallione. Il debutto nazionale dello spettacolo si terrà da giovedì 3 a domenica 13 ottobre al Teatro Carcano di Milano, ma l’anteprima è andata in scena a Tortona. Teatro gremito e lunghissimi applausi per lo spettacolo fra recitazione e grande musica che ha visto Elio come unico protagonista sul palco per circa un’ora e mezza. Gli arrangiamenti musicali sono di Paolo Silvestri, le scene e costumi di Guido Fiorato e le luci Aldo Mantovani. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Nazionale di Genova in collaborazione con la Fondazione Gaber. Giorgio Gallione ha adattato il capolavoro di Giorgio Gaber e Sandro Luporini inserendo alcune celebri canzoni del “Signor G”. Quello che ne viene fuori è una versione recital perfetta per Elio. Il regista, come ha raccontato nelle interviste che hanno anticipato l’anteprima a Tortona, è rimasto colpito da “Il Grigio” nel 1988, quando lui era un giovane regista. Il mix geniale di astrazione e immedesimazione, quel raccontare teatralissimo e senza didascalismi fu una rivelazione. Con il tempo, è arrivata l’occasione per Gallione di portarlo in scena con una sua rielaborazione. “Il Grigio” è la storia di un uomo che a un certo punto della sua vita sente il bisogno di allontanarsi da tutto e tutti, afflitto più da problemi personali che sociali. Si ritira così in una casa di campagna per essere più tranquillo e concentrarsi meglio su sé stesso e sui propri problemi. La sua desiderata solitudine viene però disturbata da un topo che gironzola per casa, “Il Grigio” appunto, che rappresenta l’elemento scatenante degli incubi dell’uomo che non riesce più a dormire e che sprofonda in una depressione che lo costringe a rivedere la sua vita, facendogli mettere in discussione le proprie certezze su amore, famiglia, lavoro, sentimenti, sicurezza in se stesso. La lotta contro il roditore provoca nell’uomo una sorta di risveglio dall’anestesia del presente, in un crescendo drammatico dal finale imprevedibile. Uno spettacolo da vedere e apprezzare. Un ruolo adatto al carattere di Elio che ora è possibile riammirare nella veste di attore.

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