Cina più vicina? Diario di bordo della Finardi Band

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di Silvia Amato (testo)
Rielaborazione di Silvia Amato su appunti personali di viaggio gentilmente concessi dagli inviati d’eccezione: Claudio Arfinengo, Marco Lamagna, Giovanni Maggiore e Marco Martinetto

…e poi capita che in meno di un mese si debba organizzare un tour in Cina, perché il nostro Eugenio Finardi è stato invitato come ospite ai concerti di Zhang Chu, davvero famosissimo laggiù.

La preparazione è passata attraverso incognite di ogni tipo: passaporti trattenuti in attesa del visto, restrizioni varie legate ai più disparati mezzi di comunicazione e social network, così “normali” in Occidente e fortemente filtrati in Cina.

Comunque sia…si arriva a Shangai, “città stratosferica”, caratterizzata da grattacieli alternati a favelas, autostrade che la attraversano, mezzi di trasporto improbabili e forse proprio per questo funzionali.

La percentuale di occidentali è davvero bassa, quasi irrilevante e sarà la difficoltà di farsi capire (quasi nessuno qua parla inglese!), il mix di colori, sapori, spezie, l’abuso divertito di peperoncino…tutte le foto che ci chiedono di fare, tante!…sarà anche per colpa di due di noi, uno troppo alto e troppo biondo e l’altro con quei capelli rasta che…si fa presto, un po’ per gioco, un po’ per presunzione (tanto siamo lontani dalla nostra dimensione!) che ci piace pensare a come possano essersi sentiti altri quattro prima di noi, inglesi però…e favolosi!

La curiosità percepita nei nostri confronti riguarda in generale tutta la musica e la cultura italiana; c’è voglia di crescere, di realizzare progetti, di imparare, partendo dalla tradizione secolare propria, alla ricerca di una cultura nuova, aperta nei confronti della diversità, vista come motivo di crescita.

Questo entusiasmo ci accompagna dritti al primo concerto , all’Oriental Art Center:  backliners e  tecnici gentili, precisi, perfetti. Noi della band funzioniamo bene, “suonare è come remare insieme” ed il pubblico lo sente e risponde con calore. Festeggiamo anche il compleanno di uno di noi, che probabilmente porterà con sé questo ricordo per un bel po’…l’ho sentito dire qualcosa come “sentirsi a casa in nuova casa”. Ma non c’è tempo per fermarsi, siamo di nuovo in viaggio, destinazione Pechino: lungo il percorso, Hefei, un vero proprio vespaio di palazzi e impianti urbani.

A Pechino il concerto è tecnicamente perfetto, anche a livello organizzativo e di sicurezza. Qua suoniamo più a lungo, in modo più potente…insomma più tutto! Il pubblico entusiasta ci passa un’adrenalina incredibile: anche questo sarà un ricordo indimenticabile. Allo stesso modo, l’impatto visivo, culturale ed emotivo di Piazza Tienanmen…l’odore di cibo e spezie ci riporta alla realtà che rapisce e stupisce al tempo stesso.

Fantastico questo viaggio…

Non resta che ringraziare amici, musicisti e tutti i compagni di avventura. Serberemo tutto nel cuore, perché “quello che vedono gli occhi lo racconti sempre a metà”.

 

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