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Fabio Concato @ Arena Derthona

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di Silvia Amato (testo) e Gianluca Talento (foto)

Lunedì 30 Aprile 2018, nella Giornata Internazionale del Jazz (istituita dall’Unesco per tutelare e conservare l’unicità e l’originalità di questo genere musicale), al Teatro Civico di Tortona (Alessandria), si è aperta Arena Derthona, giunta alla nona edizione.
Ad inaugurare la tradizionale rassegna di concerti, il cantautore Fabio Concato, accompagnato dai Musici, Ornella D’Urbano (arrangiamenti, tastiere e piano), Gabriele Palazzi Rossi (batteria), Stefano Casali (basso) e Larry Tomassini (chitarre).
L’artista, proprio per la sua particolarità armonica, ben si accosta alla musicalità tipica del jazz.
Lo spettacolo è un viaggio in cui il cantautore con maestria ci accompagna attraverso il suo repertorio, dai brani degli esordi degli anni ’70-’80 ai più recenti, tratti dall’ultimo album “Tutto qua”, del 2012.
Così possiamo riassaporare “Stazione Nord”, “Guido piano”, “Tienimi dentro te”, “Domenica bestiale”, “Fiore di maggio”, “Sexy tango”.
Il bagaglio è molto ampio, così come le tematiche. Dinamiche e schermaglie amorose in “Troppo vento ” e “Sulla strada romagnola”; assenza e ricordo, nella celebrazione dei rapporti di amore, anche non “classicamente” intesi, come “Gigi” (dedicata al padre scomparso) e “Non smetto di aspettarti”.
Infine, mai mancata nel lungo percorso produttivo ed artistico, la denuncia sociale, in “Caffettino caldo” e “Tornando a casa”.
Immancabile, la sempre toccante “051/222525”, scritta nel 1988 per supportare la neonata organizzazione volontaria “Telefono Azzurro” a tutela dei minori e contro qualsiasi forma di abuso e violenza.
La natura impegnata, introversa e timida dell’artista, ben si miscela con un atteggiamento sapientemente irriverente, dalla battuta immediata ma mai scontata, eredità degli inizi al “Derby” di Milano, come cabarettista ed autore.
Così, tra una passeggiata in platea e riflessioni divertite col pubblico, ironizzando sull’età propria e dei presenti, si attraversano con leggerezza ed emozione oltre due ore di spettacolo, all’insegna della classe innata del “musico ambulante”.

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