Gino Paoli e Danilo Rea @ Arena Derthona

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di Silvia Amato (testo) e Gianluca Talento (foto)

Quando Gino Paoli sale sul palco con quell’aria distaccata e concreta, dichiara di non sapere bene cosa lo spinga a stare ancora sul palco. Basta poco, per il pubblico, per avere conferma che, alla soglia degli 84 anni, il cantautore continua semplicemente a fare ciò che gli riesce alla perfezione: raccontare attraverso Musica e Poesia, che infatti definisce due grandi passioni, come quella verso due signore eleganti ed esigenti.

Con il musicista Danilo Rea, ottimo pianista, che spazia in modo eccellente da jazz a pop, lo scambio è divertito, continuo ed equilibrato, tale da sembrare a tratti che voce e musica si alternino, accompagnandosi a vicenda, in una miscela convincente e ricercata.

La serata attraversa un po’ tutta la musica d’autore, dalla cosiddetta “scuola genovese” a quella tradizionale napoletana e francese, oltre ovviamente al repertorio classico di Gino Paoli. Così, da “Sapore di sale” a “Che cosa c’è”, “Sassi”, “Vivere ancora” passando per “O’ sole mio”, “Reginella”, “Passione”.

Omaggio agli amici scomparsi, Fabrizio De André, Luigi Tenco, Sergio Endrigo, Bruno Lauzi, Umberto Bindi, con un divertissement al piano tra “Ritornerai”, “Bocca di rosa”, “Io che amo solo te”. Toccanti le versioni di “Vedrai vedrai”, “Il nostro concerto” e “Albergo a ore”, declamata più che  cantata, con nuda sensibilità. Pochi i fronzoli, anche nelle versioni inaspettate di “Time after time”, “Como fue” e “Que reste-t-il de nos amours?”.

“Una lunga storia d’amore” e “Ti lascio una canzone” chiudono il cerchio, un percorso sofisticato ed appassionante tra note, colori e suggestioni. L’emozione di un duo, un connubio che fonde maestria, atmosfere struggenti ed il guizzo dell’improvvisazione.

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