GnuQuartet @ Strevi

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di Silvia Amato (testo) e Gianluca Talento (foto)

Sabato 30 giugno 2018, a Strevi (Alessandria), GnuQuartet in concerto.

“Secondo un’antica leggenda africana, lo Gnu sarebbe il risultato di un incrocio tra diverse specie animali”, così sul palco troviamo Stefano Cabrera (violoncello e arrangiamenti), Roberto Izzo (violino), Raffaele Rebaudengo (viola) e Francesca Rapetti (flauto traverso).

La formazione, nota a livello nazionale ed internazionale, ha all’attivo vari album contenenti rielaborazioni di brani di altri aristi e ce ne regalano una carrellata: da “Beat it” (Michael Jackson) a “Mi sono innnamorato di te” (Luigi Tenco), passando per “Undisclosed desire” (Muse) a “Misread” (Kings of Convenience) e “Una giornata uggiosa ” (Lucio Battisti).

Nel 2017 invece, la produzione di un album di inediti, “non-chiamato” volutamente “Untitled”, contenente tracce, anzi “Idee” anch’esse senza titolo ma semplicemente numerate a caso. L’intento è quello di lasciare libero l’ascoltatore di leggere in ogni brano ciò che meglio sente e di battezzarlo ad hoc.

Questa non voglia di dare definizioni ed etichette è anche la cifra stilistica degli GnuQuartet: immediatamente riconoscibili, ma non facilmente incasellabili in un genere, ammesso che sia sempre corretto e necessario farlo.

Così jazz, rock e pop, si mescolano come ricami, su una trama forte, che è la classica.

Musicisti di caratura preziosa che divertono e si divertono, per accomunare e condividere all’insegna della Musica.

Il racconto della serata potrebbe finire qui, ma occorre dire che purtroppo la seconda parte del concerto non è andata in scena, per un incidente occorso al violinista Roberto Izzo, a causa di alcune assi sconnesse del palco.

La caduta ha causato lievi, si spera, escoriazioni al musicista ed il danneggiamento dello strumento.

Ora, ci preme condividere alcune riflessioni.

Il musicista, l’artista in generale, è un lavoratore. E’ vero che viaggia, incontra tanta gente, si diverte, ma lo fa (quasi sempre), dopo anni di studio, sacrifici, preparazione.

Come professionista e come persona, va tutelato “nell’adempimento delle sue funzioni” e su un palco mentre prova o si esibisce, non dovrebbe rischiare o addirittura causarsi lesioni fisiche più o meno serie a danno suo o del suo strumento, che ricordiamo, è parte integrante e prolungamento di se stesso.

Gli enti organizzatori quindi hanno l’obbligo di ricordarlo ed il dovere morale e professionale di predisporre locations adeguate, con impianti, apparecchiature, logistica ed addetti di pari livello.

Così facendo si rispetta il lavoro dell’artista, la preferenza del pubblico e l’Arte in generale.

Eventi che aggregano non possono e non devono essere intaccati da tali brutture.

Ciò detto, ringraziamo gli GnuQuartet per la maestria e l’eleganza con cui hanno saputo gestire lo spettacolo, incidente compreso.

Cari Gnu, Vi aspettiamo presto per poter godere della Vostra musica e delle sorprese, anzi Idee, che saprete donarci!

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