Intervista ad Angela Baraldi

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di Silvia Amato (testo)

Angela Baraldi, bolognese, classe 1964, cantautrice ed attrice, dopo gli esordi negli anni Ottanta nelle realtà indipendenti locali, ha iniziato a collaborare con Lucio Dalla, Gianni Morandi, Stadio, Ron, Samuele Bersani, fino ad arrivare nel 1993 al Festival di Sanremo, vincendo il Premio della Critica Mia Martini, con il brano “A piedi nudi”.

Successivamente, le collaborazioni con altri grandi nomi della musica italiana, come Francesco De Gregori, Biagio Antonacci, Delta V, si alternano alle esperienze teatrali e cinematografiche, fino al 2004, protagonista in “Quo vadis, baby?” di Gabriele Salvatores; il ruolo la porta ad aggiudicarsi, tra altri riconoscimenti prestigiosi, anche l’Iris d’Argento al Montreal Film Festival come migliore attrice esordiente.

Negli anni duemila, la musica torna protagonista e l’ultimo progetto di inediti “Un’infinita compressione precede lo scoppio” risale al 2013.

Nel febbraio 2017 esce l’album “Tornano sempre”, che avremo modo di apprezzare in occasione del concerto di Domenica 6 Maggio 2018, presso “il Moscardo” di Alessandria, presentato in chiave “duo”, con il musicista Federico Fantuz.

Tutta per Voi, la piacevole chiacchierata con la cantautrice:

S: Ciao Angela, benvenuta su Sonografia e grazie della disponibilità. Sei fresca di partecipazione al Concerto del 1° Maggio a Bologna, in piazza Grande. Com’è andata?

A: E’ stata una bella esperienza, nonostante il clima non clemente che ha reso la piazza meno stipata del solito, credo che sia sempre una buona occasione potersi esibire per celebrare questa ricorrenza.

S: Piazza Grande, Bologna…inevitabile pensare al grande Lucio Dalla. Te la senti di condividere con noi un ricordo? Quale eredità pensi possa lasciare al grande pubblico che non ha avuto, come te, la fortuna di respirarlo da vicino?

A: I ricordi sono tantissimi, sia perché Lucio abitava proprio lì vicino, sia perché questa piazza l’ha cantata, celebrandola. Ho sempre respirato la presenza di Lucio in città, sin da quando sono nata, è sempre stato una sorta di istituzione. Capitava spesso di incontrarlo in centro, per una chiacchierata e per bere qualcosa, o a casa sua per indimenticabili improvvisazioni.

Al di là del personaggio, ci tengo che si sappia la portata della sua impronta come persona reale, autentica, per me, un vero amico, che mi manca molto.

S: Domenica, qui ad Alessandria, presenterai l’album “Tornano sempre”, uscito un anno fa.

Mi incuriosisce il titolo…tornano sempre…chi?

A: Ho volutamente utilizzato il titolo di una canzone dell’album, in senso autoironico, per riferirmi al mio ritorno tardivo. In realtà, nel brano, al centro c’è una moltitudine di individui, spesso isolati ognuno nella propria realtà, in cui calarsi o rifuggire a seconda dei ruoli che ricopriamo durante la nostra esistenza.

S: A proposito di ruoli, abbiamo avuto modo di apprezzarti in vesti differenti, dalla musica, al teatro, il cinema e la tv. Non è mai facile e neppure consigliabile cercare di incasellare un’artista in una dimensione specifica, ma se dovessi sceglierne una, in quale ti senti più a tuo agio?

A: Sicuramente la musica, mi lascia più libera di esprimermi e mi rappresenta al meglio, perché posso anche improvvisare; non lo vivo neppure come un lavoro, viene fuori la mia vera natura.

La dimensione dell’attore invece, è un lavoro duro, faticoso, richiede concentrazione e memoria, ma mi permette di “fare un giro” altrove, al di fuori di me. Per entrambe nutro grande passione e dedizione.

S: Tra tutte queste esperienze…dov’è finita la ragazza che nel 1993 voleva andare via “A piedi nudi”?

A: (ride) La ragazza è ancora qui, non è cambiata…anche se il mio percorso nella musica non è stato lineare e continuativo, ho sempre messo autenticità e verità in quello che ho fatto. Mi riconosco ancora quando la risento e mi ci ritrovo quando la ripropongo.

S: Un’ultima domanda, Angela: se dovessi scegliere la “perla” di questo album, quale brano citeresti?

A: Sai, è sempre difficile scegliere tra i frutti del proprio mestiere, ma direi senza dubbio “Michi Maus” perché ci tengo molto, il primo esperimento di scrittura dopo tanto tempo, credo riuscito.

Anche “Tutti a casa”, dedicata alla vicenda di Federico Aldrovandi, la sento molto.

S: Grazie Angela, ci vediamo domenica!

A: A voi, a domenica!

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