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Mirkoeilcane @ AstiMusica 2018

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di Silvia Amato (testo) e Gianluca Talento (foto)

La rassegna AstiMusica, sotto la direzione artistica di Massimo Cotto, lunedì 16 luglio ha ospitato il cantautore Mirkoeilcane.
L’artista, all’anagrafe Mirko Mancini, ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Tenco ed il secondo posto nella sezione “Nuove Proposte” all’ultimo Festival di Sanremo, in cui si è aggiudicato anche il Premio della Critica Mia Martini.
Il brano che gli è valso tutto ciò è “Stiamo tutti bene”, racconto tremendamente attuale sul dibattuto e contrastato tema dell’immigrazione.
Durante il concerto, attraverso i brani dei due album all’attivo, “Mirkoeilcane” del 2015 e “Secondo me” del 2018, emerge una visione lucida e disincantata della società in cui viviamo, forse intossicata dai “social” e poco attenta alle sfumature e al vero senso valoriale di solidarietà, famiglia, amore.
Così, da “La fre(tta)” a “La giuria”, da “A picco” a “Salvatore”, scorgiamo una fotografia impietosa della società, del momento storico politico che stiamo attraversando. La prevaricazione del più furbo che si crede più forte, la facilità di giudizio che porta erroneamente ad etichettare “l’altro” come lontano, diverso e per questo peggiore.
Ancora, con “Stiamo tutti bene”, “Epurestestate”, “Per fortuna”, “Se ne riparla a settembre”, la dichiarata scarsa fiducia nel genere umano e nei suoi rappresentanti, soprattutto quelli che si professano integerrimi, incorruttibili ma che poi cedono alle più banali tentazioni.
Mirkoeilcane si autodichiara timido, cresciuto alla Garbatella, nella sua camera a provare accordi alla chitarra e non “a fare il figo in discoteca”, e non si stenta a crederlo.
Proprio questa sua natura introversa e riservata, lo rende osservatore attento e disilluso, ironico e a tratti teneramente cinico, che ci regala considerazioni alte sui temi caratterizzanti questo millennio: crisi lavorativa e valoriale, caducità dei rapporti famigliari e d’amore, immigrazione, scarsa comunicazione nonostante l’imperversare dei media, disaffezione politica e sociale.
Ne risulta un concerto divertente, leggero per ritmo e dinamiche, ma denso di spunti di riflessione.
Un artista che sa raccontare e catturare l’attenzione, con la rara capacità di non prendersi troppo sul serio (in “So’ cantautore”) e la consapevolezza delle difficoltà del mestiere, tra scelte prettamente commerciali e la volontà di comunicare liberamente attraverso la propria arte.
Di altissimo livello anche i musicisti sul palco: Domenico “Satomi” Labanca (tastiere), Alessandro “Duccio” Luccioli (batteria) e Francesco Luzzio (basso).
Grazie a tutto questo, il pubblico dietro al sorriso si trova a riflettere e se ne va arricchito da un’esperienza musicale di pregio.

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