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Queen – Bohemian Rhapsody – il film

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di Gianluca Talento (testo)

Giovedì 29 Novembre 2018 è uscito nelle sale cinematografiche Bohemian Rhapsody, il film che racconta la vita dei Queen dal 1970 al 1985.
Del lungometraggio, a pochi giorni dalla prima proiezione, è già stato detto di tutto, sia dalla critica che dal pubblico: un range di opinioni da chi lo definisce un capolavoro, a chi lo trova solo un film da industria cinematografica, con una copiosa quantità di inesattezze, errori ed omissioni.
SonoGrafia lo ha visto per voi, cercando di fare chiarezza tra le “mille voci”.
La pellicola è girata molto bene, con ottime inquadrature ed una bella fotografia. La storia scorre fluida nel tempo. La scenografia è realistica e ben si colloca nel periodo del racconto, fin dai piccoli dettagli: i registratori a nastro multi traccia, gli strumenti musicali, le luci, i costumi tutti dell’epoca.
Gli attori che interpretano i Queen sono verosimili e restituiscono le caratteristiche di ogni singolo musicista: Freddie eccentrico e fragile; Brian introverso e geniale; Roger irascibile ed energico; John timido ed apparentemente normale.
I personaggi che ruotano e si intrecciano con la vita della Band, sia essa pubblica, lavorativa o privata, ben definiscono nel complesso l’immagine della scansione temporale dei protagonisti, come tessere di un puzzle, ognuno al proprio posto.
Osservando attentamente, si percepisce che il racconto vuole soffermarsi sull’aspetto umano di Mercury, usandolo come simbolo per descrivere come l’essere umano sia capace di grandi cose e di gioirne, nonostante le difficoltà della vita, tra moderazioni ed eccessi.
Nella pellicola potranno esserci inesattezze, errori ed omissioni, che nulla tolgono a questo prodotto di cultura ed intrattenimento, ma favoriscono il racconto. Il risultato nel complesso è un’opera cinematografica autentica che ci narra dei Queen che hanno lasciato il segno nel Rock mondiale, consegnando all’enciclopedia musicale dei capolavori, di cui i più rappresentativi sono presenti all’interno della pellicola. Tra le chicche sonore spiccano rarità estratte da registrazioni in sala d’incisione e live, udibili con acustica da cinema, che valgono il prezzo del biglietto.

Qualunque sia ora la vostra scelta di (ri)vedere oppure no Bohemian Rhapsody… “The show must go on”!

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