Roy Paci @ PEM!

di Elia Cattaneo (foto)

Martedì 17 settembre 2019 è salito sul palco di Parole e Musica in Monferrato Roy Paci. Il trombettista siciliano è stato intervistato magistralmente dal giornalista Enrico Deregibus. Il pubblico numeroso ed entusista ha seguito attentamente il botta e risposta per carpire e capire qualche cosa in più dell’uomo e dell’artista. Non sono mancati i momenti divertenti in cui mettendosi a cantare Roy non si ricordava il testo della canzone “Augusta”. Così si è fatto costruire un gobbo di fortuna scritto sul retro delle locandine del PEM!: tutto ovviamente fatto con professionalità e maestria di chi sa tenere il palco. Tra gli altri brani eseguiti “Malarazza” ed una accattivante versione di “Beautiful like a sunshine”. Musicalmente impeccabile, a livello canoro quasi in stile “buscaglioniano” accompagnato dal pianista Antonio Amabile, mentre alla tromba ed al flicorno, straordinariamente… Roy Paci.
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Marina Rei @ PEM!

di Stefano Introvigne (foto) e Gianluca Talento (foto copertina, testo)

Martedì 10 settembre 2019 è salita sul palco del PEM! Marina Rei. Intervistata dal giornalista Enrico Deregibus, ha raccontato la genesi della sua passione musicale, parlando dei genitori che hanno entrambi solcato in modo differente il mondo della musica: il milieu che ha permesso alla cantautrice romana, unitamente al suo gusto personale ed alla sua voglia di fare musica, di diventare quella che noi tutti oggi conosciamo. Il racconto si è articolato in varie fasi, dalle prime band formate, ai primi successi, dalla sua prima partecipazione a Sanremo, fino alle indiscrezioni sul suo ultimo album, attualmente in lavorazione. C’è stato spazio anche per la musica in cui ha eseguito accompagnandosi con la chitarra alcuni brani, aprendo il mini concerto con “Noi”, “Donna che parla in fretta” e chiudendo il live con “Un inverno da baciare”. Dalla serata è uscita fuori la shape di un’artista intelligente, colta, semplice, a tratti divertente e quasi comica, la ragazza della porta accanto che arriva in città col treno e poi quando si fa una certa ora si ferma a parlare ancora un po’, saluta e se ne va: umana nei gesti, divina nella sua vocalità.
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The Zen Circus @ PEM!

di Gianluca Talento (testo e foto)

Domenica 25 Agosto 2019 si è aperta nella prestigiosa location del parco della torre a San Salvatore Monferrato (AL), la 14^ rassegna di “PEM! Parole e Musica in Monferrato”. Sono saliti sul palco The Zen Circus per una intervista/mini concerto. Presente una delegazione della band toscana, Massimiliano “UFO DJ” Schiavelli (basso) e Andrea Appino (voce e chitarra). La serata è stata condotta dal giornalista Enrico Deregibus che ha subito messo a proprio agio gli ospiti, i quali in modo scherzoso ed irriverente, hanno raccontato la storia del gruppo dagli esordi, 20 anni fa esatti, fino all’esperienza sanremese di quest’anno, tra racconti divertenti, situazioni semiserie ed analisi introspettive, profonde circa il proprio operato come gruppo e come individui.
Ciò che ne è venuto fuori è uno spaccato interessante di persone che vogliono stare insieme per fare musica, per dare qualcosa agli altri per sentirsi utili regalando emozioni: “Partiti dalla provincia, per ritornare alla provincia” dice Massimiliano, riconducendo l’attenzione non al piacere del successo, di chi ce l’ha fatta, ma al viaggio che li ha fatti tornare nella loro amata provincia toscana, con nuove consapevolezze, mantenendo quel legame alla terra ed alle tradizioni con gli amici ed i parenti di sempre.
Appino si è soffermato sulla produzione, il suo fiume di canzoni, demo improvvisate, imbastite ed inviate tramite posta elettronica, social o altra diavoleria elettronica ai “colleghi”: non solo un grande lavoro per esprimersi, ma un’espressione di forte legame fraterno pieno di fiducia bidirezionale che ha portato grandi risultati in quanto oggetto, ad ogni canzone ultimata, di un vero e genuino lavoro di squadra.
Non sono mancate giustamente le canzoni, un sestetto di successi pescati a caso dal repertorio “zencircuissiano”, che hanno scaldato l’atmosfera della serata, chiudendo la serie con “Viva” cantata praticamente da tutti i presenti con “Chitarra, basso e pubblico” ha sottolineato ancora scherzosamente Schiavelli.

 

I brani interpretati:
1° set: “Catene”, “L’egoista”, “Canta che ti passa”
2° set: “L’anima non conta”, “Figlio di puttana”
Bis: “Viva”

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Morgan @ Astimusica

di Silvia Amato (testo) e Gianluca Talento (foto)

Lunedì 8 luglio 2019, AstiMusica ha ospitato la chiacchierata in musica tra il Direttore Artistico Massimo Cotto e Morgan.
L’artista poliedrico, al di là dei facili accostamenti tra “genio e sregolatezza” imprevedibilità e colpi di scena, spesso abusati dal frivolo mondo del gossip, ha dimostrato ancora una volta l’approfondita conoscenza della Musica.
Tangibile la passione che lo guida in questo mondo, nei molteplici ruoli di autore, performer, coach, interprete. In un excursus da Beethoven al trap, passando per la “scuola genovese” ed il cantautorato italiano, Morgan ci racconta e si racconta con ironia ed intelligente irriverenza, con grande qualità tecnica e presenza scenica.
Solo con il pianoforte, riesce a coinvolgere, emozionare e divertire, spaziando dalla classica ai Queen, da Bruno Lauzi e Fabrizio De André, alla produzione propria, tra cui l’immancabile “Altrove”.
Grande merito di Massimo Cotto, la capacità di condurre il dialogo con ironia e maestria, per farci conoscere meglio un artista complesso ma stimolante, dai contenuti formativi seppur scanzonati.
Al Direttore Artistico poi, sinceri complimenti per aver reso ancora una volta la rassegna AstiMusica imperdibile, con un’offerta musicale e culturale trasversale, di respiro internazionale ed intergenerazionale.

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Mogol @ Astimusica

di Silvia Amato (testo) e Gianluca Talento (foto)

La 24esima edizione di AstiMusica si è aperta sotto il segno dell’eccellenza: da un lato, territoriale e gastronomica, per celebrare l’area Langhe Roero e Monferrato, paesaggio vitivinicolo patrimonio dell’Unesco.
Dall’altro, con un pilastro della storia della musica italiana, l’autore Giulio Rapetti Mogol; vanta collaborazioni di alto profilo, da Lucio Battisti a David Bowie, passando per Mango, Gianni Bella e tanti altri.
Una carrellata di aneddoti, ricordi ed emozioni, suggellati dall’ottimo repertorio riproposto dalla band Custodie Cautelari.
“I giardini di marzo”, “E penso a te”, “Prendila così”, “Il mio canto libero”, “Sì viaggiare”, “Pensieri e parole”, per citarne alcuni, in un coro all’unisono tra palco e pubblico, numeroso ed emozionato, nella suggestiva cornice di Piazza della Cattedrale.

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Intervista a Verdiano Vera

di Silvia Amato (testo) e Gianluca Talento (foto)

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il Patron del FIM – Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale che si terrà a Milano il 16 e 17 maggio 2019.

D. Buongiorno Verdiano, anche quest’anno si avvicina il consueto appuntamento con FIM Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale (conosciuta anche come Fiera Internazionale della Musica), nella nuova location del 2018, riconfermata quest’anno: Piazza Città di Lombardia, a Milano. Ci sveli qualcosa di più su questa scelta strategica?
Il FIM, dal 2018, si sviluppa tra gli edifici del nuovo Palazzo Lombardia, il grattacielo milanese sede della Regione Lombardia.
La location è a tutti gli effetti una piazza all’avanguardia costruita con soluzioni tecnologiche avanzate, quindi uno spazio aperto, luogo di aggregazione e di incontro per definizione.
Si tratta della Piazza coperta più grande d’Europa, luogo affascinante che ben si sposa con il tema dell’innovazione.
Grazie alla sua grande copertura, la Piazza è un ambiente particolarmente versatile, location ideale per accogliere il Salone della Formazione e dell’Innovazione musicale ad ingresso libero e gratuito.
D. La passata edizione ha sancito una svolta più spiccata verso la dimensione “educational” . Si riconferma anche quest’anno?
Il FIM è sempre stato un laboratorio di idee per il supporto e lo sviluppo del mercato della musica. Dal 2012 abbiamo iniziato a costruire una rete di partner e di aziende nel campo della musica per analizzare le differenti realtà che costituiscono l’universo musicale italiano cercando insieme le soluzioni alle differenti problematiche di ogni attore della filiera della musica (l’istruzione, l’editoria, la discografia, la liuteria, ecc.).
Dal 2018 abbiamo focalizzato la nostra attenzione su due temi fondamentali: “La Formazione” e “l’Innovazione”. Riteniamo infatti che per avere un futuro sostenibile, la musica abbia bisogno prima di tutto di un pubblico formato e istruito, preparato per ascoltarla e capirla.
Qualsiasi genere musicale che si rivolge ad un pubblico incapace di capire, non può avere un futuro.
Proprio per questo è diventato prioritario e fondamentale investire tutto sulla formazione delle nuove generazioni ad un ascolto consapevole della musica.
Al FIM 2019 ci saranno 2600 giovani studenti di musica e futuri musicisti, provenienti da ogni parte d’Italia, che saranno una parte dei fruitori della musica di domani. Una domanda la faccio io e la rivolgo a tutti: c’è qualcosa che possiamo insegnare a questi 2600 giovani ragazzi riguardo alla musica?
D. Possiamo parlare di aree tematiche differenti? Quali?
Tutto il FIM ruota intorno ai due temi fondamentali che sono appunto la Formazione e l’Innovazione: unici due temi sui quali abbiamo capito che in questo momento vale davvero la pena concentrarsi per dare una spinta concreta allo sviluppo economico della musica partendo dal basso.
Il FIM 2019 avrà contenuti per tutti: Per gli studenti ci saranno laboratori sonori, esperienze sensoriali, gli strumenti di Leonardo Da Vinci, software musicali, realtà aumentata, lezioni di musica, orientamento e scuole.
Per i musicisti ci saranno tour radiofonici, interviste e incontri, servizi per musicisti, festival e concorsi, showcase, corsi di formazione e tanto altro.
Chi ascolta la musica potrà assistere ai concerti, fare nuove scoperte musicali, provare gli affascinanti ascolti in cuffia, godersi l’intrattenimento, gli incontri d’autore, potrà provare gli di strumenti musicali, e tante curiosità.
I professionisti del settore incontreranno aziende e start-up, potranno trovare spunti e idee per il lavoro, potranno partecipare ad eventi di networking, potranno scoprire nuovi metodi didattici, partecipare ad incontri professionali, a presentazioni, demo, master e workshop.
D. Negli anni il connubio “FIM – ospiti internazionali” nei differenti settori, non ha mai deluso. Ci regali qualche anticipazione?
Ogni anno ci sono nuovi ospiti e nuovi artisti che vengono a trovarci, che scoprono il FIM, e che sposano la mission del progetto. Anche quest’anno non mancheranno gli ospiti che saranno resi noti solo durante la conferenza stampa di presentazione del 7° FIM, Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale che si svolgerà il 6 maggio 2019 presso il Conservatorio di Musica G.Verdi di Milano.
D. Tra dimensione educational, passando per digitalizzazione e talent show, come pensi stia cambiando il panorama musicale odierno?
La musica è in continua evoluzione da sempre. In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un’accelerazione dell’evoluzione della musica ed ad una conseguente ed inevitabile crisi. In questo contesto occorre però fare una considerazione: “crisi” significa infatti “cambiamento”; il cambiamento è sinonimo di “innovazione”: non bisogna mai dimenticare che l’innovazione porta alla crescita.
La musica è cultura ed è arte, e come tutte le arti, rappresenta lo specchio della società e l’epoca in cui viviamo. Essa cambia insieme ai tempi, si adatta alle persone che la creano e che l’ascoltano, noi non possiamo e non dobbiamo fermare questo cambiamento, ma possiamo assecondarlo, studiarlo, capirlo e sostenerlo.
Ciò che tutti noi dovremmo fare per sostenere la musica come cultura, è fare in modo che il cambiamento porti ad un miglioramento, e ad un evoluzione: occorre quindi focalizzare la nostra attenzione sulla formazione e sull’innovazione musicale, insegnando alle nuove generazioni ad ascoltare e a capire le differenze tra i vari generi di musica, insegnando la storia della musica classica e moderna a tutti, partendo dalla scuola, soprattutto nelle scuole pubbliche, avvicinando i giovani alla pratica di uno strumento musicale e dando la possibilità a chiunque indistintamente di imparare ad ascoltare la musica in maniera consapevole, riconoscendo quindi la qualità ed il valore di ciò ascoltano, per utilizzare lo strumento musicale e la musica come strumento terapeutico, di studio, di formazione, di svago, di apprendimento, di sviluppo della memoria, delle sensibilità, delle capacità motorie, sensoriali, mentali, del carattere, del comportamento e della personalità.




Niccolò Fabi: “Leggere e scrivere una canzone”

di Silvia Amato (testo) e Gianluca Talento (foto)

All’interno della rassegna “La Grande Invasione” – Festival della Lettura di Ivrea, Domenica 31 Maggio 2015, nella piacevole cornice del Cortile del Museo Garda, l’appuntamento con “Leggere e scrivere una canzone” tra Valerio Corzani, musicista e critico musicale, e Niccolò Fabi, il cantautore romano, nel ventennale della sua carriera.
In un’ora di chiacchierata libera dalle sovrastrutture della formalità, l’artista svela alcuni passaggi che segnano il percorso tra la parola e la canzone come punto di arrivo.
Forte della sua formazione in filologia romanza, Niccolò spiega al folto pubblico la sua continua ricerca di organizzazione degli stimoli che da più parti riceve dall’esterno, anche, perché no!?, origliando conversazioni altrui… il tentativo di razionalizzare abbinamenti di parole, di cui prende nota su un cellulare ormai zeppo, per poi tornarci con la dovuta calma, autodefinendosi, con intelligente ironia “uomo input”.
Da qui, la scelta, o semplicemente un’attitudine più consapevole, di partire dal dettaglio e non più dal tema da trattare; il cantautore lo ritiene infatti uno scopo ambizioso tipico dell’immaturità che caratterizza l’età giovanile, mentre soffermarsi sul dettaglio per arrivare ad aspetti più ampi, funge sì da difesa dell’individuo
stesso, ma è anche una presa di coscienza della relatività della vita nelle sue sfaccettature.
Risposte pensate ma non costruite denotano una grande propensione verso l’altro, nonostante o grazie anche ad una dichiarata timidezza, unita ad una educazione, una “forma mentis” rara e per questo ancor
più apprezzabile.
Immancabile conclusione la musica, con tre brani emblematici per il percorso dell’autore e per conferma (se mai ce ne fosse bisogno!) del percorso di nascita di una canzone: “È non è”, “Solo un uomo” e per finire “Costruire” in cui emerge l’accettazione della perfettibilità umana e la rivalutazione positiva dell’errore come strumento “che smaschera la differenza”.

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