Grande attesa domani, 1° aprile, del secondo appuntamento su Twich con Enrico Ruggeri

di Gianluca Talento (Testo) e Maria A. Magrin (Ruggeri Fan Base – domande)

Dopo la prima puntata di questo “Esperimento paarticolare” come dice Enrico Ruggeri non vediamo l’ora di essere partecipi al secondo appuntamento. Il primo si è tenuto sulla piattaforma Twich il 25 marzo scorso (ore 19.00 ndr), giorno del compleanno di un suo storico vecchio collaboratore: il bassista Fabrizio Palermo, come lo stesso Rouge sottolinea. Il progetto denominato sulla pagina “Quattro chiacchiere – Live” sintetizza già lo spirito con cui Enrico si approccia al pubblico ed ai suoi fans: schietto, sincero, diretto, senza mezzi termini, una fotografia dell’argomento trattato che porta subito lo spettatore a creare quell’effetto cinema nella testa, che fa entrare nel racconto. Ruggeri nella prima puntata parte subito facendo un bellissmo cappello introduttivo di quando venne per la prima volta usata la parola “Rock ‘n’ Roll”. Da lì come una time line vivente percorre una serie di tappe fondamentali che hanno portato il Rock a rotolare nel tempo fino a calcare le scene dell’ultimo Festival di Sanremo. Fa anche riferiemento alla trasformazione dei cantautore ed alla loro figura un po’ slavata di come vengono tritati in termini generali, oggi, dal sistema massmediatico. Coivolge i fruitori dello streaming e porta all’attivo un’ora circa di trasmissione in cui il punto cardine è il pubblico: sia come scelta degli argomenti per i futuri incontri sulla piattaforma, sia per lo spazio alle domande. Proprio su questo noi ci vogliamo soffermare, utilizzanto una domanda di Maria A. Magrin, una della colonne fondamentali dell’Enrico Ruggeri Fan Base. Vogliamo porre evidenza all’interrogativo in cui traspare Enrico Ruggeri uomo e in cui passa tutto il vissuto di cantautore: uomo tra gli uomini col la voglia di progettare e di portare a compimento ciò che intende realizzare:

  • Maria A. Magrin: Come gestisci le paure?

  • Ruggeri: Forse io non ho paura di niente (ricalcando la domanda che gli fu fatta da un suo storico collaboratore), perchè sono uno che non si entusiasma particolarmente sui trionfi e non si deprime particolarmente sulle sconfitte, per cui, francamente, affronto tutto quello che succede.

    Una volta avevo paura della morte, ma, ovviamente andando avanti con gli anni è una sensazione con cui devi convivere: certo quel momento non mi farà piacere, però non ho paura.

    La considero, come dire, una disdetta enorme: mi dispiace, ho il timore di avere più idee rispetto al tempo che avrò per metterle in pratica”.

Proprio sull’onda di questa visione non vediamo l’ora di ascoltare i tanti racconti, aneddoti e punti di vista su cui Enrico Ruggeri vorrà mettere il focus, magari indirizzato dai suoi ascoltatori o da chi si collegherà al suo canale. Comunque sia, non possiamo mancare.




JAZZ&SAUDADE EXPERIENCE @ “Autunno in Oratorio”

di Sandra Pecchioli (testo) e Guido Nardacci (foto)

Stasera, 31 ottobre 2020, ho avuto l’onore di assistere, di persona, ad uno splendido web concerto (andato in onda il 1 novembre 2020 ndr) nell’ambito della rassegna “Autunno in Oratorio”, svoltasi nella suggestiva cornice barocca dell’Oratorio di San Filippo Neri qui a Genova, luogo che raccoglie tesori artistici inestimabili e poco ahimè, conosciuti persino ai genovesi.
Il mio intervento però, oltre ad essere un invito a visitare questo meraviglioso scrigno barocco sito in via Lomellini a due passi dalla trafficata piazza della Nunziata, è volto soprattutto ad elogiare un gruppo veramente notevole, che appunto stasera, si è esibito in questo contesto, il “JAZZ&SAUDADE EXPERIENCE”, band che ho avuto il piacere di conoscere in passato, composta da veri talenti quali FABRIZIO CATTANEO, uno dei più famosi trombettisti a livello italiano (e non solo!), ALESSANDRA CABELLA, voce suadente e delicata, donna dolcissima ed innamorata delle proprie passioni, che gentilmente mi ha accompagnato alla scoperta della bossa nova e del “samba” (non chiamatela al femminile, mi raccomando!);
BRUNO SARTORE al pianoforte, FABRIZIO CIACCHELLA al contrabbasso e MATTEO PINNA alla batteria, completano la formazione della serata, ma all’appello mancano altri due affermati musicisti, come ALFREDO FERRARIO al clarinetto e MAURO CALIGARIS al sax.
La dolce Alessandra mi racconta la sua passione per il Fado europeo e la musica brasiliana, in particolare il samba e la bossa nova; la band, studiando nel profondo le radici della musica popolare brasiliana, vuole far percorrere all’ascoltatore una sorta di viaggio ideale attraverso le terre e le atmosfere laddove quelle culture musicali sono nate e da cui poi si son propagato in tutto il mondo.
Il concerto inizia con il brano “DISCUSSÃO” di A. C. JOBIN e N. MENDONCA, molto mosso, nel quale il testo pare voler dire che non sempre si può avere la pretesa di aver ragione, ma dobbiamo lasciar scorrere, così come scorre il ritmo della canzone e come, nella realtà di molti di questi artisti, scorrono veloci le loro vite, vite intense e brevi, sregolate, spesso abusate da alcool, droghe e tabacco;
la canzone DINDI”, racconta di una donna eterea, nella quale si identifica la sua prima interprete, moglie di uno dei due autori (DE OLIVEIRA) anch’essa morta poco più che trentenne; Alessandra affettuosamente, la definisce “una carezza del cuore”…
Il terzo brano, “INFLUÊNCIA DO JAZZ” di C. LYRA, è come un’incitazione di riscatto rivolta al samba che, contaminato dal jazz, sembra aver perduto il suo ancheggiare, il “balanco”, tipico della sua vera essenza.
“NÃO DA MAIS PRA SEGURAR|EXPLODE CORAÇÃO” è un brano di GONZAGUINHA; siamo negli anni sessanta e rappresenta un’icona della musica popolare brasiliana, perché rispecchia perfettamente la loro anima; è una canzone molto viscerale che invita a far uscire da noi stessi ciò che il nostro sguardo può tradire, a manifesto delle nostre emozioni fin quasi a far esplodere il cuore, come “un parto che, dal dolore, fa nascere la gioia più bella”.
L’ultimo intenso brano, eseguito in duo voce e contrabbasso, è “ESTRADA DO SOL”, di A. C. JOBIN e DOLORES DURAN, una bossa nova dai ritmi più arcaici; narra di “scaglie di colore e luce”, di positività pura, induce ad abbandonare tutto ciò che è stato per assaporare quello che sarà oggi. Questa canzone fu fortemente desiderata da DOLORES che volle scriverne il testo; ancor più commovente se si pensa che proprio l’autrice di queste parole, sapeva già di soffrire di una malattia congenita al cuore che, di lì a pochi anni dopo, l’avrebbe condotta giovanissima alla morte.
Una malinconia struggente, la saudade, per la terra, la vita ed il “sentire”brasiliano, che si riscontra musicalmente nel dondolio dello swing, avanti e indietro, e nel balanco, l’ondeggiare lateralmente coi fianchi. Il dondolio temporale che questi brani inducono, la malinconia, si alternano ad espressioni più vive, gioiose, rapide e divertenti, che i JAZZ&SAUDADE EXPERIENCE, con il loro stile e bravura, sono riusciti a far rivivere in pieno, creando un’emozione pura nel cuore di chi stasera li ha ascoltati.
Ringrazio tutta la band ed in particolare la splendida Alessandra Cabella, che mi ha fantasticamente guidato all’interno di questa bellissima esperienza, facendomi non solo da Cicerone dentro un mondo che poco conoscevo, ma anche da traduttrice dei testi dei brani, così da poter apprezzare ancor più l’intima essenza della musica brasiliana.




TIZIANO FERRO: “AMICI PER ERRORE” IN ANTEPRIMA A SANREMO2020 QUESTA SERA

di Elena Pantera (pantarei 3.0)

TIZIANO FERRO
questa sera presenta
in anteprima assoluta sul palco di Sanremo2020
il nuovo singolo AMICI PER ERRORE.
Il brano in radio dal 14 febbraio, video disponibile il 13

Milano, 6 febbraio 2020 – Questa sera sul palco del Teatro Ariston, Tiziano Ferro presenta in anteprima assoluta dal vivo il suo nuovo singolo, Amici Per Errore. Il brano sarà in programmazione radiofonica da venerdì 14 febbraio, mentre il video che lo accompagna sarà disponibile già dalle ore 15 di giovedì 13 febbraio sul canale youtube dell’artista.

Amici Per Errore è il quarto estratto dall’album Accetto Miracoli, certificato Platino e uscito il 22 novembre scorso in tutto il mondo su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia).




ZUCCHERO domani è l’atteso ospite al Festival di Sanremo!

di info@paroleedintorni.it –

Uno degli artisti italiani più amati e apprezzati nel mondo

ZUCCHERO “SUGAR” FORNACIARI

DOMANI OSPITE DEL 70° FESTIVAL DI SANREMO

DA APRILE A DICEMBRE LIVE CON IL TOUR MONDIALE

A SETTEMBRE IL GRANDE RITORNO

ALL’ARENA DI VERONA

per gli unici e imperdibili concerti previsti in Italia nel 2020!

Impegnato nei prossimi mesi in tutto il mondo con il tour di presentazione del suo ultimo disco di inediti “D.O.C”, ZUCCHERO “SUGAR” FORNACIARI, domani, mercoledì 5 febbraio, ritorna live sul palco del Teatro Ariston in qualità di ospite del 70° Festival di Sanremo.

Da aprile a dicembre, invece, Zucchero presenterà al pubblico di tutto il mondo il suo nuovo album. Il tour partirà dalla Nuova Zelanda e l’Australia, e vedrà Zucchero protagonista anche sul palco del prestigioso Byron Bay Bluesfest, per proseguire poi in Sud America, Stati Uniti, Canada e in tutta Europa e arrivare nel nostro Paese il prossimo settembre all’Arena di Verona, luogo definito da Zucchero come «uno dei più bei posti al mondo per fare musica», per le uniche date italiane del tour mondiale.

Queste le date del tour mondiale di Zucchero (calendario in aggiornamento):

2 aprile – Town Hall di Auckland (Nuova Zelanda)

4 aprile – Enmore Theatre di Sydney (Australia)

7 aprile – Palais Theatre di Melbourne (Australia)

9-10-11 aprile – Byron Bay Bluesfest di Byron Bay (Australia)

17 aprile – Saban Theatre di Los Angeles (USA)

18 aprile – The Magnolia PAC di El Cajon (San Diego – USA)

19 aprile – Palace of Fine Arts Theatre di San Francisco (USA)

21 aprile – Revolution Hall di Portland (USA)

22 aprile – Neptune Theatre di Seattle (USA)

23 aprile – Chan Centre For The Performing Arts Vancouver (Canada)

25 aprile – Beacon Theater di New York (USA)

26 aprile – Falls View Casino Resort – Avalon Showroom Niagara Falls (Canada)

27 aprile – L’olympia di Montréal (Canada)

29 aprile – Vic Theatre di Chicago (USA)

1 maggio – Hard Rock Casino – Soundwaves di Atlantic City (USA)

2 maggio – Berklee Performance Center di Boston (USA)

3 maggio – Foxwood Casino – Fox Theatre di Mashantucket (USA)   

5 maggio – The Howard Theatre di Washington DC (USA)

6 maggio – Center Stage di Atlanta (USA)

7 maggio – Tampa Theatre di Tampa (USA)

8 maggio – Olympia Theater di Miami (USA)

6 giugno – Royal Concert Hall di Glasgow (Regno Unito)

7 giugno – Bridgewater Hall di Manchester (Regno Unito)

10 e 11 giugno – Royal Albert Hall di Londra (Regno Unito)

13 giugno – Sierre Blues Festival di Sierre (Svizzera)

22 settembre – Arena di Verona (Italia)

23 settembre – Arena di Verona (Italia)

24 settembre – Arena di Verona (Italia)

25 settembre – Arena di Verona (Italia)

26 settembre – Arena di Verona (Italia)

27 settembre – Arena di Verona (Italia)

29 settembre – Arena di Verona (Italia)

30 settembre – Arena di Verona (Italia)

1 ottobre – Arena di Verona (Italia)

2 ottobre – Arena di Verona (Italia)

3 ottobre – Arena di Verona (Italia)

4 ottobre – Arena di Verona (Italia)

31 ottobre – Olympiahalle di Innsbruck (Austria)

1 novembre – Stadthalle di Graz (Austria)

3 novembre – Arena Stozice di Lubiana (Slovenia)

4 novembre – Stadthalle di Vienna (Austria)

6 novembre – Rockhal di Lussemburgo (Lussemburgo)

7 novembre – Amphitheatre di Lione (Francia)

8 novembre – Forest National di Bruxelles (Belgio)

11 novembre – Arkea Arena di Bordeaux (Francia)

14 novembre – Le Dôme di Marsiglia (Francia)

15 novembre – Palais Nikaia di Nizza (Francia)

17 novembre – AccorHotels Arena di Parigi (Francia)

19 novembre – Arena di Lipsia (Germania)

20 novembre – Barclaycard Arena di Amburgo (Germania)

21 novembre – Mercedes-Benz-Arena di Berlino (Germania)

24 novembre – Schleyerhalle di Stoccarda (Germania)

25 novembre – Olympiahalle di Monaco di Baviera (Germania)

27 novembre – Festhalle di Francoforte sul Meno (Germania)

28 novembre – ISS Dome di Düsseldorf (Germania)

29 novembre – Ziggo Dome di Amsterdam (Paesi Bassi)

1 dicembre – Zénith Arena di Lille (Francia)

2 dicembre – Emsland Arena di Lingen (Germania)

5 dicembre – Hallenstadion di Zurigo (Svizzera)

8 dicembre – Lisinski di Zagabria (Croazia)

Prima della partenza del tour di “D.O.C”, il 3 marzo 2020 alla “O2 Arena” di Londra Zucchero sarà uno dei protagonisti diMusic For The Marsden”, concerto benefico organizzato dalla Royal Marsden Cancer Charity. Oltre a Zucchero, unico artista italiano presente, si esibiranno sullo stesso palco artisti del calibro di Eric Clapton, Tom Jones, Gary Brooker dei Procol Harum e Mick Hucknall dei Simply Red, John Illsley dei Dire Straits, Yusuf/Cat Stevens e Paul Carrack, Rick Wakeman, Paul Jones, Mike Rutherford, Bonnie Tyler, Paul Young.  I fondi raccolti verranno utilizzati per la costruzione dell’Oak Cancer Center, una nuova struttura per il trattamento e la ricerca contro il cancro.  

È attualmente in radio il nuovo singolo “SPIRITO NEL BUIO, brano estratto dal disco “D.O.C.”, prodotto dallo stesso Zucchero insieme a Don Was e Max Marcolini. “Concepito” a Pontremoli nella Lunisiana Soul e registrato tra Los Angeles e San Francisco, per questo nuovo progetto discografico Zucchero ha collaborato insieme a Francesco DE GREGORI (in Tempo al Tempo), Davide VAN DE SFROOS (in Testa o Croce), Pasquale PANELLA e Daniel VULETIC (in La canzone che se ne va), Rory GRAHAM (noto come Rag’n’bone Man), Steve ROBSON e Martin BRAMMER (in Freedom), F. Anthony WHITE (noto come Eg White) e Mo Jamil ADENIRAN (in Vittime del Cool) e l’artista scandinava Frida SUNDEMO (in Cose che già sai). 

Questa la tracklist di “D.O.C.: “Spirito nel buio”, “Soul Mama”, “Cose che già sai” feat Frida Sundemo, “Testa o croce”, “Freedom”, “Vittime del Cool”, “Sarebbe questo il mondo”, “La canzone che se ne va, “Badaboom (Bel Paese)”, “Tempo al tempo”, “Nella tempesta”, “My Freedom” (bonus track), “Someday” (bonus track) e “Don’t let it be gone” feat Frida Sundemo (bonus track).

Il video di “Spirito nel buio” è visibile al seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=Dz0Okxx9_u8

Tra i maggiori interpreti del rock blues in Italia, Zucchero (all’anagrafe Adelmo Fornaciari) nella sua carriera ha venduto oltre 60 milioni di dischi, di cui 8 milioni con l’album “Oro, incenso & birra”. Oltre a essere il primo artista occidentale a essersi esibito al Cremlino dopo la caduta del muro di Berlino, Zucchero è anche l’unico artista italiano ad aver partecipato al Festival di Woodstock nel 1994, al Freddie Mercury Tribute nel 1992 e a tutti gli eventi del 46664 per Nelson Mandela. È inoltre stato nominato ai Grammy, con Billy Preston ed Eric Clapton come best “R&B Traditional Vocal Collaboration”. Il suo concerto nel dicembre 2012 all’Istituto Superiore di Arte di L’Avana con oltre 80.000 persone è stato ritenuto il più grande live mai tenuto da un cantante straniero a Cuba sotto embargo. Con oltre 65.000 persone presenti, a luglio 2018 si è esibito ad Hyde Park, in occasione del British Summer Time di Londra, accanto ad artisti internazionali del calibro di Eric Clapton, Santana, Steve Winwood. La sua musica si è estesa oltre i confini nazionali grazie anche alle numerose collaborazioni con artisti internazionali del calibro di Bryan Adams, Al Green,  The Blues Brothers, Solomon Burke, Rufus Thomas, Johnny Hallyday, Tony Childs, Sheryl Crow, Tom Jones, Scorpions, Bono, Jeff Beck, Ray Charles, Eric Clapton, Joe Cocker, Elvis Costello, Miles Davis, Peter Gabriel, John Lee Hooker, B.B. King, Mark Knopfler, Brian May, Luciano Pavarotti, Iggy Pop, Queen, Alejandro Sanz, Sting e molti altri.




Stef Burns @ Casa Mia Club

di Sandra Pecchioli (testo) e Guido Nardacci (foto)

Giovedì 30 gennaio 2020, anzi venerdì 31…ore 2
Difficile addormentarsi stasera, ho ancora in circolo l’adrenalina a mille, a causa (o per fortuna, direi) dell’evento al quale ho assistito poche ore fa, il concerto di Stef Burns, chitarrista celeberrimo di mostri sacri della musica come Alice Cooper, Huey Lewis e The News, i Berlin e ovviamente musicista storico di Vasco. Si è svolto in un piccolo ma accogliente locale nel centro di Genova, il Casa Mia Club, adattissimo per la buona acustica a concerti di questa portata.

Ad aprire la serata si presenta una band di giovanissimi genovesi, gli Horus Black ( che poi ho scoperto essere il nome del cantante, che si trucca un solo occhio come la divinità egizia), molto apprezzati per il loro repertorio rock and roll, stile Elvis, anche grazie al cantante, baritono, che chiude la loro performance con un’intensa “My Way”, che non preludia affatto a ciò che si presenterà a breve su quello stesso palco.

Difatti di lì a poco, entra Lui, affiancato da una serie di musicisti, nell’ordine :

Simone Borsellini (voce), Marco Pendola (batteria), Davide Garbarino (tastiere), Simone Terigi (chitarra), Nicola Stiaccini (basso) e poi Lui: Stef. Imbraccia la chitarra, saluta con un cenno, parte ed è un delirio collettivo.

Senti il cuore che pulsa forte, i peli delle braccia ti si alzano dritti, come aver preso la scossa. Il “Power of love” di Huey Lewis and the News risuona fra le quattro mura del Club; a ruota “Voodoo child” di Hendrix e “I want it all” dei mitici Queen fanno esplodere un boato di energia, che non si placa nemmeno quando attacca la più ben soft “Little Wing” dello stesso Jimy, che crea un’atmosfera eterea, rotta solamente dall’assolo da brivido di Burns, che ti fa odiare di non aver mai ascoltato tua madre da piccola, quando ti consigliava di imparare a suonare uno strumento…Cavolo, se avessi imparato, adesso non lo starei invidiando per la bravura e la “semplicità apparente” che sta dimostrando nel far scivolare le dita su quelle corde pizzicandole, tirando fuori suoni da estasi e lacrime appese.

E poi il locale esplode: “You shook me all night long” dei mitici AC/DC trascina il pubblico che la canta a squarciagola, mentre io intenta a fare un video, dopo poco ci rinuncio perché tanto sarebbe sembrato girato durante una scossa di terremoto del settimo grado della scala Ritcher…

A questo punto, chiama un amico sul palco, il genovese Roberto Tiranti, ed insieme tirano fuori due perle, “Still got the blues” di Gary Moore e “Can’t find my way Home” di Steve Winwood. C’è grande feeling fra i due, chitarra e voce si penetrano ed incantano il pubblico;

Con “Creep” dei Radiohead rammenta il suo legame con Vasco, vedi “Ad ogni costo”, brano scritto sulla musica e metrica del primo, fino a tirar fuori brani dei Ramones (“I wanna be sedated”) e di Billy Idol (“Rebel Yell”), per poi sublimarci con “Comfortably Numb”dei Pink Floyd e concludere con “My generation” degli Who.

Stef Burns: non un chitarrista, ma IL CHITARRISTA, o almeno uno dei migliori in assoluto, oserei dire senza paura di smentite. E torni a casa sentendo dentro te che hai assistito a qualcosa di Speciale.

Ecco la photogallery!




Niccolò Fabi @ Politeama Genovese

di Sandra Pecchioli (testo) e Guido Nardacci (foto)

Ore 24. Per la paura che si affievoliscono le migliaia di emozioni che stasera hanno ripetutamente affollato il mio animo, scrivo adesso la recensione del bellissimo, emozionante, toccante concerto che Niccolò
Fabi ha tenuto oggi, 13 gennaio 2020, al Teatro Politeama Genovese (non si sa mai, magari domattina potrei ritrovarmi di colpo nel mondo reale ed accorgermi di aver vissuto stasera solo un sogno meraviglioso, di un mondo delicato, pieno di suoni e luci, dove fanno da padroni i sentimenti, belli, brutti, dove c’è sempre una speranza, una luce in fondo al tunnel).
Il concerto di Niccolò stasera, è stato proprio questo: un angolo di paradiso per tutte le persone presenti, tutte avvolte in un’atmosfera magica, tutte consapevoli d’essere accomunate dallo stesso destino di
essere uomini, e tutte speranzose perché comunque “basta avere una memoria ed una prospettiva, a prescindere dal tempo non è finita”, come Fabi ribadisce con la sua “A prescindere da me”, la canzone d’apertura della serata.
Stasera ha emozionato. Ci siamo commossi.
Si sono susseguite “Amori con le ali” ed “Io sono l’altro”, due perle di “Tradizione e tradimento”, il suo ultimo album; nella prima, con un elenco di più o meno strampalati mezzi di trasporto, li ringrazia per avergli permesso di muoversi, di aver conosciuto ed aver creato “la giusta distanza” da qualcosa, da qualcuno per potersi finalmente ritrovare, sentire sé stesso; nella seconda, un invito a non giudicare l’altro, il diverso, il “contrario” di noi, ciò che non conosciamo, fino ad invitarci ad indossare i suoi vestiti e farci un giro.
Delicato e posato, entra in punta di piedi sulla scena, gli spettatori estasiati dai giochi di luce sul palco e dalle sei “finestre” ritagliate sulla parete scura dello sfondo, dalle quali spuntano scorci di panorami, fontane traboccanti, vulcani eruttanti e persino volti di quadri famosi, da Renoir a Modigliani fino a Frida Kalho che illustrano la canzone “Solo un uomo”; a questa, si giunge passando da brani come “I giorni dello smarrimento”, “Nel blu”, dove si passa dalla pesantezza dei momenti di sconforto alla rinnovata e ritrovata forza in sé stessi, magari aiutati da una mano amica.
È un uomo Niccolò, sofferente come tanti, con le sue gioie e dolori, che ricerca incessantemente le cose che contano davvero, quelle alla fine più semplici, come rammenta in “Una somma di piccole cose”; “Facciamo finta” è una piccola poesia struggente, ed insieme a “Filosofia agricola” rafforzano questo concetto, mentre gli spettatori sono sempre più rapiti dalla sua voce pulita e delicata.
In “È non è” ci porta sempre a cercare uno stimolo per il cambiamento, osservando attentamente il nostro vivere, ci invita a riflettere; dopo la splendida “La promessa”, si susseguono “Solo un uomo”, “Una buona idea”, “Indipendente” ed “Ecco”, dove il cuore ti si spacca quando lui chiede di non essere ripreso da nessun telefonino, perché quell’attimo intimo deve rimanere tutto nostro.
Per Niccolò “Vince chi molla” lasciando tutto fluire, pure il dolore, e la commozione prende il sopravvento, gli applausi annegano il resto dei suoni, in tanti si alzano in piedi.
Continua il viaggio, con pezzi quali “Una mano sugli occhi”, “Costruire”, “Scotta”, fino a che “Tradizione e tradimento” mostra come spesso ci possiamo trovare di fronte a certe scelte, a volte sbagliate, a volte pronte a chiedere il conto, con la paura del nuovo, con il terrore del cambiamento che ti blocca come “un uomo che davanti ad un citofono non ricorda più il cognome”.
Chiude il concerto con tre pezzi “storici”, “Vento d’estate”, con la partecipazione di Roberto Angelini e Pier Cortese, “Il negozio d’antiquariato” e “Lasciarsi un giorno a Roma”. Lascia nel cuore un bel
segno Niccolò, sa raccontarci l’uomo nelle sue molteplici fragilità, denudandosi per mostrarci le sue, in un viaggio intimo che il teatro ospita in modo eccelso; luci e suoni fusi straordinariamente in un tutt’uno capace di trasformare il Politeama in un’alcova comune di sentimenti ed emozioni dalle quale nessuno dei presenti si è sentito di escludersi.




Gary Lucas @ Blah Blah

di Elio Lussu (foto e testo)

Venticinque anni fa usciva GRACE, il  disco d’esordio e capolavoro di JEFF BUCKLEY, uno tra i più grandi cantautori degli anni 90 dal timbro vocale struggente e intenso , figlio d’arte. L’album vedeva la collaborazione con  GARY LUCAS, eclettico chitarrista in forza alla MAGIC BAND di CAPTAIN BEEFHEART nella metà degli anni ’80. Tra i due nacque una splendida sintonia, la si può trovare ora con THE NIRO, nome d’arte di DAVIDE COMBUSTI, quest’ultimo, tra l’altro, partecipa nel 2014 a Sanremo con il brano 1969  ed ha all’attivo 4 album in studio. Per commemorare il quarto di secolo dall’uscita dell’album di BUCKLEY, GARY LUCAS decide di registrare The complete Jeff Buckley & Gary Lucas songbook con alla voce proprio il cantante capitolino e a Marzo 2109  ne viene annunciata l’uscita con annessa tournee. La data in questione è quella che sì è svolta la sera di Santo Stefano al BLAH BLAH di Torino facendo registrare il tutto esaurito. Il concerto è stato intenso e toccante con un’atmosfera eterogena. I brani sono stati  cantati con maestria da THE NIRO, tant’è vero che LUCAS a metà concerto presenta COMBUSTI, additandolo e annuendo , con “ JEFF BUCKLEY”. Da un certo punto di vista l’anima di BUCKLEY era presente
Ecco la photogallery!




Nek @ Teatro Colosseo

di Gianluca Talento (foto)

Sabato 14 dicembre 2019 è salito sul palco del Teatro Colosseo, Nek. Il teatro sold out ha atteso l’ingresso del cantante che non si è fatto attendere: mentre si apriva il sipario si è esibito da solo con la chitarra eseguendo “Tu sei, tu sai”. Proseguendo ha cantato ancora un brano in versione acustica accompagnato dalla sua sei corde: “Cuori in tempesta”. Un momento indimenticabile soprattutto per quelli del fan club, riconoscibilissimi con magliette e cubi di Rubik in testa simbolo di questo tour “Il mio gioco preferito”. Si sono uniti successivamente così sul palco insieme all’artista  Emiliano Fantuzzi (chitarra e tastiere), Max Elli (chitarra e voci), Luciano Galloni (batteria) e Silvia Ottanà (basso e synth). Si sono susseguiti una serie di brani per uno show che è durato circa due ore, nel quale, come ha spiegato Filippo in un intermezzo dopo il terzo brano, rivolgendosi al pubblico “La scaletta l’avete fatta voi e quindi come andrà il concerto sarà anche un po’ colpa vostra”. Le canzoni infatti sono state scelte in base ad un sondaggio fatto sulle pagine social di Nek (Facebook, Instagram, ecc.) Il risultato è stato un concerto in cui Filippo Neviani ne è uscito vincente: una sfida giocosa fatta col suo pubblico e vinta, in cui ha regalato emozioni ed ha dato l’idea di essere nella sua piena maturità artistica, dando sempre modo di far trasparire quella bontà d’animo che lo contraddistingue.

Ecco la photogallery!




Manuel Agnelli @ Palco 19

di Elio Lussu (foto e testo)

Facendo registrare di nuovo un sold out, il salotto confidenziale di MANUEL AGNELLI sabato 7 dicembre è approdato in quel di Asti, nello specifico al Palco 19. Sempre accompagnato dal suo fedele RODRIGO D’ERASMO, polistrumentista già in essere negli AFTERHOURS, insieme  hanno ripercorso momenti di Musica, letteratura ma anche racconti di vissuto durante i “Live” e non, non facendo mancare il dialogo con il pubblico.

 La scenografia era dotata anche di  uno splendido salottino vintage con tanto di zona bar e abat jour con luce soffusa quasi a non voler alterare l’intimismo che si era creato.

La scaletta comprende brani degli AFTERHOURS in chiave acustica ma anche cover riadattate e dense di emozioni   nonchè di reading di letture molto vicine alla sensibilità di Manuel, vedi LA VIPERA CONVERTITA di TRILUSSA. Non mancavano, ovviamente , a coaudiuvare la serata, le numerose chitarre posizionate intorno a MANUEL AGNELLI, quasi a protezione, a proteggere uno tra i musicisti più iconici del nostro paese ……..la scaletta :

Berlin (Lou Reed)

Male di miele 

Musa di nessuno

La vipera convertita (Trilussa)

Non voglio ritrovare il tuo nome 

Pelle 

True love will find you inthe end (Daniel Johnston)

Shadowplay (Joy Division)

Lost in the flood (Bruce Springsteen )

Strategie 

Lettura della dichiarazione di Goering al processo di Norimberga

Padania

Video Games (Lana del Rey)

Non è per sempre

Skeleton Tree (Nick Cave)

The long and winding road (The Beatles)

L’odore delle giacca di mio padre 

Quelllo che non c’è

Bye bye Bombay

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